Anna Mazzamauro e il sentito ricordo di Paolo Villaggio

Paolo Villaggio mancherà a tutti noi, a quelli che sono cresciuti con i suoi film, a coloro che lo hanno riguardato milioni di volte impersonare il celeberrimo ragioniere Ugo Fantozzi, anche a coloro che negli ultimi anni poco hanno condiviso le sue affermazioni su omosessualità ed immigrazione.

Ma mancherà soprattutto a coloro che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui, fianco a fianco, magari per più di una pellicola, e tra tutti spicca senza dubbio la brava attrice Anna Mazzamauro.

Come è universalmente risaputo,  l’attrice romana è tra le interpreti storiche di film cult di Fantozzi, e sul set ricopriva il ruolo della donna bella e impossibile per il ragioniere sfortunato, la Signorina Silvani.

«È morta anche la mia giovinezza. Fantozzi è stato l’unico uomo che mi abbia veramente amato». Firmato Anna Silvani: con queste poche parole cariche di ironia ed emozione, l’attrice  ha ricordato su Facebook il compagno di avventure morto a Roma all’età di 84 anni.

Del resto, per il suo indimenticato ragionier Fantozzi è stata musa, spalla, femmina per antonomasia e sogno inarrivabile, nei panni della Signorina Silvani, l’impiegata vamp che appare sin dal primo film della saga, diretto nel ’75 da Luciano Salce, fino all’ultimo, nel ’99, Fantozzi 2000 – La clonazione di Domenico Saverni.

Nelle scorse ore è poi arrivato anche il commento di Roberto Benigni, protagonista con Villaggio in uno degli ultimi capolavori di Fellini, “La voce della luna”: «Grazie caro Paolo, ti siamo debitori di una gioia immensa. La notizia mi ha avvolto il cuore di tristezza. E’ stato il più grande clown della sua generazione. Un bambino spietato, rivoluzionario e liberatorio», scrive su Facebook il comico toscano. «Fantozzi ci rappresenta tutti, ci umilia, ci corregge; le persone anonime hanno trovato il loro signore. La persona più imprevedibile, e pura che io abbia mai conosciuto», conclude Benigni sul grande Ugo-Paolo.

Ricordiamo che i funerali, rigorosamente laici, andranno in scena domani a Roma, da decidere ancora se in orario pomeridiano o serale, per aggirare le insidie del calcio e permettere al maggior numero di persone possibile di partecipare alla cerimonia. La location è stata individuata nella Casa del Cinema a Roma, location appropriata per un genovese doc che aveva però scelto la Capitale come città adottiva, e che attraverso il cinema è riuscito a parlare un linguaggio popolare arrivato dappertutto.

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