Nel cuore dell’Himalaya si trova uno degli scali più pericolosi e affascinanti del mondo: l’aeroporto internazionale di Paro, in Bhutan. Solo 50 piloti al mondo sono autorizzati ad atterrare in questo luogo estremo, dove ogni atterraggio è una sfida tra natura e abilità umana.

Paro: l’aeroporto più difficile del mondo
L’aeroporto internazionale di Paro è tra i più pericolosi al mondo. Si trova a 2.200 metri di altitudine, incastonato tra montagne alte fino a 5.500 metri. La pista misura solo 2.300 metri, molto meno rispetto agli standard internazionali.
La sua posizione geografica complica ogni manovra: è immerso in una valle ripida, dove i venti sono forti e imprevedibili. La visibilità cambia rapidamente e i piloti devono compiere curve strette tra le montagne per raggiungere la pista.
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Per questi motivi, l’atterraggio a Paro è considerato una vera impresa. Non esistono sistemi di atterraggio assistito: ogni volo richiede abilità, precisione e sangue freddo. Solo una selezione ristretta di 50 piloti al mondo ha ottenuto la certificazione necessaria per operare su questa tratta.
Un’esperienza adrenalinica per i passeggeri
La giornalista britannica Vicky Jessop ha raccontato il suo viaggio a Paro in un articolo per The Standard. Prima del decollo era visibilmente nervosa. Durante l’avvicinamento, ha notato che le cime delle montagne erano quasi alla stessa altezza dell’aereo.
Nonostante il comandante abbia definito “normale” la turbolenza, l’ansia è rimasta fino all’atterraggio. La scena fuori dal finestrino non era affatto rassicurante: alcuni membri dell’equipaggio erano sdraiati accanto alla pista, in attesa con giubbotti fluorescenti.

Questa esperienza conferma quanto atterrare a Paro sia riservato solo ai migliori professionisti dell’aviazione. Ogni volo è un test di resistenza psicologica, non solo per i piloti, ma anche per i passeggeri.
Il Bhutan guarda al futuro: in arrivo un nuovo scalo internazionale
Nonostante le difficoltà logistiche, il Bhutan continua ad aprirsi al turismo internazionale. Sta infatti per nascere un secondo aeroporto: il Gelephu International Airport. Il nuovo scalo, immerso nella natura, sarà una struttura d’élite pensata per il benessere.
Tra le particolarità annunciate: sale yoga, aree per la terapia del suono, giardini meditativi e un sentiero escursionistico chiamato “Forest Spine”, che attraversa la foresta. L’obiettivo è unire lusso, sostenibilità e spiritualità, in linea con la filosofia del Paese della felicità lorda.
Conclusione
Paro rimane uno degli aeroporti più estremi al mondo, un simbolo della sfida tra ingegno umano e forze della natura. Mentre il Bhutan si prepara a inaugurare Gelephu, il volo verso Paro resterà una delle esperienze più indimenticabili nel mondo dell’aviazione.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




