Cartapesta: quando l’arte nasce da materiale “povero”

Redazione

Per realizzare opere d’arte si possono utilizzare i materiali più svariati, dal marmo al legno, passando per i metalli e per le pietre preziose.

Ma si possono utilizzare anche materiali “poveri”, facilmente reperibili e a basso costo, ma con una resa che può essere eccezionale.

Un esempio lampante è rappresentato dalla cartapesta: di cosa si tratta?

La cartapesta è una tecnica che utilizza carta di giornali e di quotidiani: in buona sostanza la materia prima si prepara utilizzando prevalentemente carta e stracci intrisi di un materiale legante, come ad esempio la colla vinilica, ma anche la colla di farina o altro collante.

Oggi ne vediamo un gran uso soprattutto nelle maschere gigantesche che popolano i carri allegorici di Carnevale, ma in realtà è una tecnica antichissima, con cui sono state utilizzate anche opere di pregio che sono arrivate fino a noi.

A quanto pare già gli antichi Greci utilizzavano la cartapesta, anche se sostituivano la carta con le fibre di lino, ma per poterne avere traccia in Italia bisogna aspettare il 1400 ed i secoli successivi, quando anche i grandi artisti del calibro di Michelangelo la utilizzavano per le bozze ed i modelli preparatori delle loro opere.

Esistono varie tecniche di lavorazione della cartapesta, ma tutte si contraddistinguono per la leggerezza e la malleabilità della materia prima, che permette opere delle più svariate dimensioni e dei più diversificati usi.

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