Celiachia, in Toscana per gli alimenti senza glutine basterà la carta sanitaria

Negli ultimi tempi è allarme celiachia: stando ai numeri, sono ormai milioni gli italiani che soffrono di questa patologia, o quantomeno assumono alimenti senza glutine, ma è veramente questa la realtà o si tratta di una moda, anche se come sappiamo, in campo alimentare, le mode possono essere anche molto pericolose?

Sono 6 milioni gli italiani che si considerano affetti da questa patologia seguendo, in realtà, dei falsi miti e sprecando ogni anno 105 milioni di euro per l’acquisto di cibi gluten free a loro non necessari.

Una moda che dilaga in un mercato che cresce del 27% l’anno e che in Italia vale 320 milioni di euro. Un prodotto su tre viene infatti acquistato da chi non è celiaco e pensa così di dimagrire o guadagnare benessere, ma è un falso mito: nessuna ricerca scientifica dimostra i vantaggi per la salute erroneamente attribuiti alla dieta senza glutine per chi non è celiaco.

La dieta senza glutine è invece essenziale per i pazienti celiaci: in Italia si stimano circa 600.000 casi, pari all’1% della popolazione, ma i diagnosticati ad oggi sono appena 190.000.

Ed è proprio ai “veri celiaci” che è rivolta la nuova iniziativa promossa dalla regione Toscana.

Presto in Toscana per i celiaci sarà possibile avere gli alimenti senza glutine semplicemente attraverso la carta sanitaria elettronica, e non più con i buoni cartacei utilizzati finora. Finora in Toscana le persone con celiachia in possesso dell’attestato di esenzione per patologia si presentano al presidio territoriale della zona/distretto di residenza, che provvede a verificare il diritto alla prestazione e, in caso di riscontro positivo, rilascia un carnet di “buoni cartacei celiachia”, con validità mensile, per il fabbisogno di un anno.

“Un sistema che funziona, ma che può senz’altro essere migliorato e reso più facile ed efficiente – dice l’assessore Stefania Saccardi – Per questo ci siamo orientati verso la dematerializzazione dei buoni cartacei e la possibilità per i celiaci di ritirare gli alimenti senza glutine utilizzando la tessera sanitaria. Un progetto che semplificherà la fruizione per il cittadino e le procedure per la Regione, consentendo anche notevoli risparmi”.

In Toscana, del resto, negli ultimi tre anni il trend dei pazienti affetti da celiaca è in aumento: erano 13.311 nel 2014 (16.295.943 euro la spesa sostenuta dalla Regione per l’erogazione dei prodotti privi di glutine); 14.356 nel 2015 (17.237.000 euro la spesa); 15.351 nel 2016 (19.083.239 euro la spesa).

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