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Strasburgo 1518: il mistero dell’epidemia di danza

Angela Gemito Nov 23, 2025

Immaginate una scena che sfida ogni logica: una strada medievale, il caldo soffocante di luglio e una donna che inizia a muoversi ritmicamente senza musica, senza gioia, senza potersi fermare. Non è l’inizio di una celebrazione folcloristica, ma l’avvio di uno degli eventi medici e sociologici più sconcertanti della storia europea. Mentre i libri di storia tendono a concentrarsi su guerre e pestilenze biologiche, l’Europa rinascimentale fu scossa da un fenomeno ben più inquietante: la coreomania, o piaga del ballo. Quello che accadde a Strasburgo oltre 500 anni fa rimane un caso di studio che unisce neurologia, storia sociale e psicologia di massa.

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Dalla trance di Frau Troffea al contagio collettivo

Tutto ebbe inizio il 14 luglio 1518. Strasburgo, all’epoca città libera del Sacro Romano Impero, era un luogo segnato da carestie e tensioni sociali. In questo contesto instabile, una donna identificata come Frau Troffea uscì dalla sua abitazione a graticcio e iniziò a ballare. Non si trattava di movimenti aggraziati, ma di scatti spasmodici e convulsioni che durarono per ore, protraendosi fino al collasso fisico per sfinimento.

Nonostante le suppliche del marito e i piedi ormai sanguinanti e gonfi, la donna riprese a muoversi il giorno successivo. Quello che poteva sembrare un caso isolato di follia o possessione si trasformò rapidamente in un incubo collettivo. Nel giro di una settimana, oltre 30 persone si erano unite a lei. Entro la fine del mese, i registri cittadini riportano che il numero dei danzatori aveva raggiunto le 400 unità.

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Le cronache dell’epoca dipingono un quadro terrificante: uomini e donne in preda a una trance inarrestabile, incapaci di nutrirsi o riposare. Secondo diverse fonti storiche, l’epidemia iniziò presto a mietere vittime. Si verificarono decessi per infarto, ictus e sfinimento totale. La reazione delle autorità fu altrettanto disperata quanto inefficace: credendo che i danzatori avessero bisogno di sfogare la malattia, il consiglio comunale ingaggiò musicisti e liberò spazi pubblici per il ballo, una decisione che finì solo per alimentare il contagio psicologico.

Alla fine, i sofferenti furono condotti al santuario di San Vito, patrono dei ballerini e degli epilettici. Lì, attraverso riti religiosi e preghiere, la frenesia iniziò lentamente a placarsi a settembre. L’evento lasciò un segno indelebile nella memoria culturale, immortalato successivamente in opere d’arte come il dipinto di Pieter Brueghel il Vecchio, che documenta visivamente l’orrore della mania della danza.

Ergotismo o isteria di massa? Le teorie scientifiche

Per secoli, la spiegazione predominante è stata di natura soprannaturale. Si riteneva che San Vito avesse scagliato una maledizione sui peccatori, o che le vittime fossero possedute dal demonio. Tuttavia, la scienza moderna ha tentato di decifrare cosa accadde realmente nei cervelli e nei corpi di quei cittadini alsaziani.

Una delle teorie biologiche più discusse, avanzata negli anni ’50 dal farmacologo Eugene Louis Backman, riguarda l’avvelenamento da ergotismo. L’ergot è un fungo (Claviceps purpurea) che infetta la segale, cereale base dell’alimentazione medievale. Le allucinazioni e le convulsioni sono sintomi noti dell’intossicazione da ergot, che contiene acido lisergico (da cui deriva l’LSD). Le inondazioni precedenti al 1518 avrebbero potuto favorire la proliferazione del fungo nei granai.

Tuttavia, storici della medicina come John Waller della Michigan State University hanno evidenziato lacune significative in questa ipotesi. L’ergotismo provoca spesso cancrena e la perdita degli arti, dettagli assenti nelle cronache di Strasburgo, dove i soggetti erano in grado di movimenti motori complessi e prolungati per giorni.

La spiegazione oggi ritenuta più plausibile dagli esperti, tra cui la storica Kathryn Dickason, è quella della malattia psicogena di massa (nota anche come isteria di massa). Questo fenomeno si verifica quando un gruppo di persone, sottoposto a stress estremo, manifesta sintomi fisici identici senza una causa biologica diretta.

Il contesto storico supporta questa tesi. Il 1518 non fu un anno qualsiasi:

  • Una carestia devastante aveva colpito la regione.
  • Il prezzo del grano era alle stelle.
  • La presenza di malattie come la sifilide e il vaiolo era costante.
  • Le credenze apocalittiche erano diffuse.

Come spiega Lynneth Miller Renberg dell’Università di Anderson, la coreomania potrebbe essere stata una “risposta collettiva al trauma”. Quando la sofferenza psicologica diventa insostenibile e non può essere verbalizzata, il corpo prende il sopravvento, “esprimendo” il disagio attraverso movimenti incontrollati. La credenza culturale nella maledizione di San Vito ha fornito lo “script” comportamentale: la gente si aspettava di essere punita con il ballo, e sotto stress estremo, la loro mente ha convertito l’angoscia in quella specifica manifestazione fisica.

Osservare questi eventi solo con la lente della diagnostica moderna rischia di farci perdere il quadro generale. La piaga del ballo di Strasburgo ci ricorda quanto la mente umana sia vulnerabile e potente, capace di trascinare centinaia di persone in una danza macabra pur di elaborare un dolore collettivo insostenibile.

Per approfondire la storia della medicina e i fenomeni di isteria di massa, è possibile consultare gli archivi storici digitalizzati o le pubblicazioni accademiche su portali come JSTOR o le risorse educative del National Geographic.


FAQ – Domande Frequenti

Cosa ha causato veramente l’epidemia di danza del 1518? La teoria più accreditata dagli storici moderni è la malattia psicogena di massa (isteria collettiva). Lo stress estremo causato da carestie, malattie e povertà, unito alla credenza superstiziosa nella maledizione di San Vito, ha indotto uno stato di trance dissociativa nella popolazione.

Le persone sono morte davvero ballando? Sì, le cronache dell’epoca riportano diversi decessi. Sebbene il numero esatto sia dibattuto, le cause principali di morte furono arresto cardiaco, ictus e sfinimento fisico estremo dovuto a giorni di movimento continuo senza riposo, cibo o acqua a sufficienza.

L’ergotismo può spiegare la coreomania? È improbabile. Sebbene l’ergot (un fungo della segale) causi allucinazioni e convulsioni, provoca anche cancrena e impedisce movimenti coordinati. I danzatori di Strasburgo si muovevano per giorni, cosa fisicamente impossibile per chi soffre di avvelenamento grave da ergot.

Esistono altri casi documentati di epidemie di danza? Assolutamente sì. Il fenomeno della coreomania fu registrato diverse volte in Europa tra il VII e il XVII secolo. Un altro caso famoso avvenne ad Aquisgrana nel 1374, ma l’evento di Strasburgo del 1518 rimane il più documentato e studiato.

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Angela Gemito

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Tags: epidemia di danza mistero Strasburgo

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