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3I/ATLAS sempre più vicino alla Terra

Angela Gemito Dic 19, 2025

Il cielo di dicembre ci regala un enigma che va oltre i confini del nostro sistema solare. Il passaggio di 3I/ATLAS, il terzo visitatore interstellare ufficialmente identificato, sta riscrivendo ciò che sappiamo sui corpi celesti erranti grazie a una caratteristica fisica mai documentata con tale intensità: una “anticoda” monumentale.

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Il fenomeno dell’anticoda gigante: numeri e anomalie

Mentre la maggior parte delle comete sviluppa una coda di polvere e gas che punta in direzione opposta al Sole, 3I/ATLAS sta mostrando un comportamento ottico e fisico straordinario. Le ultime rilevazioni confermano che l’anticoda di 3I/ATLAS si estende per circa 500.000 chilometri, una dimensione che supera abbondantemente la distanza media che separa la Terra dalla Luna (pari a circa 384.000 km).

Questo fenomeno, sebbene talvolta visibile in altre comete per un effetto di prospettiva geometrica, raggiunge qui proporzioni che lasciano interdetti gli esperti. Non si tratta solo di un’illusione ottica dovuta alla posizione della Terra rispetto al piano orbitale dell’oggetto. La densità del materiale proiettato suggerisce un rilascio di massa continuo e massiccio, sollevando dubbi sulla reale composizione del nucleo. Secondo i dati pubblicati dal portale di astronomia e news scientifiche Daily Star, la struttura di questo corpo interstellare non somiglia a nulla di quanto catalogato finora nel nostro “vicinato” cosmico.

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La velocità dei materiali e l’ipotesi di Avi Loeb

Il dibattito scientifico si è infiammato a seguito delle dichiarazioni di Avi Loeb, fisico teorico di Harvard e fondatore del Progetto Galileo. Analizzando la dinamica dei detriti, Loeb ha evidenziato che il materiale dell’anticoda si muove a una velocità minima di 130 metri al secondo. Per un corpo naturale, una tale spinta richiede un’energia interna considerevole, spesso legata alla sublimazione dei ghiacci, ma la costanza di questo flusso appare anomala.

Loeb, già noto per le sue teorie provocatorie su ‘Oumuamua, non esclude scenari non convenzionali. Lo scienziato suggerisce che la persistenza di questa accelerazione potrebbe indicare la presenza di un meccanismo di propulsione o, quantomeno, di un motore naturale non ancora identificato. Questa posizione spinge la comunità accademica a richiedere una valutazione dell’unicità dei corpi interstellari basata su dati empirici più ampi, cercando di capire se 3I/ATLAS sia un’eccezione statistica o il rappresentante di una nuova classe di oggetti artificiali o esotici.


19 dicembre 2025: il punto di massimo avvicinamento

Il calendario astronomico segna una data cruciale. 3I/ATLAS raggiungerà il perigeo il 19 dicembre 2025, arrivando a una distanza stimata di 268,9 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Sebbene si tratti di una distanza di sicurezza assoluta (ben oltre l’orbita di Marte), la sua luminosità e la configurazione della coda permetteranno ai telescopi di nuova generazione di scansionare la superficie dell’oggetto con una precisione senza precedenti.

Le istituzioni come la NASA e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) stanno monitorando la traiettoria per escludere eventuali perturbazioni gravitazionali. Lo studio di questi visitatori provenienti da altri sistemi stellari è fondamentale per decodificare la chimica del resto della galassia. Se 3I/ATLAS è davvero una “cometa sporca” tradizionale, i gas rilasciati potrebbero contenere molecole organiche primordiali, offrendo indizi preziosi sull’origine della vita nell’universo.

Origine naturale o artefatto extraterrestre?

Il cuore della questione rimane la natura del nucleo. La maggioranza degli astronomi propende per la spiegazione più semplice: una cometa ricca di ghiaccio di monossido di carbonio o azoto, che sublimando crea spettacolari giochi di luce. Tuttavia, l’assenza di una chiara chioma sferica e la geometria della sua scia continuano ad alimentare l’idea di un artefatto extraterrestre di origine tecnologica.

  • Cometa naturale: Composizione di ghiaccio, polvere e roccia. L’anticoda sarebbe formata da particelle di grandi dimensioni rimaste lungo l’orbita.
  • Vela solare o sonda: Un oggetto estremamente sottile e leggero, la cui accelerazione è influenzata dalla pressione della radiazione solare.

Indipendentemente dalla risposta finale, questo evento sottolinea l’urgenza di sviluppare missioni di intercettazione spaziale, come la futura missione “Comet Interceptor” dell’ESA, progettata proprio per studiare oggetti che entrano nel sistema solare per la prima volta.


I prossimi giorni saranno decisivi per raccogliere dati spettrografici e fotometrici. La scienza non cerca conferme a teorie preconcette, ma risposte basate sull’evidenza. Che si tratti di un ammasso di ghiaccio millenario o di un relitto tecnologico di una civiltà lontana, 3I/ATLAS ha già vinto la sua sfida: costringerci a guardare oltre il nostro orizzonte con rinnovata curiosità.

Per restare aggiornati sulle rotte degli oggetti interstellari e sulle scoperte del Progetto Galileo, vi invitiamo a consultare i report ufficiali sul sito dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics.


FAQ – Domande Frequenti

Cos’è esattamente l’anticoda di una cometa? L’anticoda è un fenomeno visivo dove una parte della scia sembra puntare verso il Sole, contrariamente alla coda normale. Nel caso di 3I/ATLAS, la sua estensione è eccezionale, raggiungendo i 500.000 km. Ciò è dovuto alla distribuzione spaziale di grani di polvere più pesanti lungo l’orbita dell’oggetto.

3I/ATLAS rappresenta un pericolo per la Terra? No, non vi è alcun rischio di impatto. Il punto di massimo avvicinamento previsto per il 19 dicembre 2025 avverrà a circa 268,9 milioni di chilometri. Si tratta di una distanza enorme, circa 700 volte la distanza Terra-Luna, garantendo la totale sicurezza del nostro pianeta durante il suo transito.

Perché Avi Loeb pensa che possa essere un oggetto artificiale? Loeb si basa sull’accelerazione anomala e sulla velocità dei materiali espulsi (130 m/s). Secondo lo scienziato, queste caratteristiche non sono facilmente spiegabili con il semplice degasamento di una cometa comune. Egli suggerisce che la morfologia e il movimento potrebbero indicare una natura tecnologica, simile a una vela solare.

Qual è la differenza tra 3I/ATLAS e le normali comete? La differenza principale è l’origine: 3I/ATLAS proviene dallo spazio interstellare, non dal nostro sistema solare (come la Nube di Oort). Questo significa che ha viaggiato per milioni di anni tra le stelle prima di incontrarci, portando con sé materiali e informazioni chimiche di un altro sistema planetario.

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Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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Tags: 3I ATLAS terra

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