In molte aree del mondo il Natale non cade il 25 dicembre. Le Chiese ortodosse che seguono il calendario giuliano celebrano la Natività il 7 gennaio, mantenendo riti e usanze che affondano le radici nella tradizione religiosa orientale. Un calendario diverso che racconta identità culturali e spirituali ancora fortemente vive.

Una data che nasce dalla storia
La differenza di data tra Natale cattolico e ortodosso deriva dall’adozione di calendari differenti: gregoriano per l’Occidente, giuliano per molte Chiese orientali. Questo scarto di tredici giorni ha trasformato il 7 gennaio in un appuntamento centrale per milioni di fedeli in Europa orientale, Medio Oriente e diaspora.
I riti religiosi: digiuno, veglie e liturgie solenni
Il periodo che precede il Natale ortodosso è segnato da un lungo digiuno, simile all’Avvento occidentale ma più rigoroso. La notte tra il 6 e il 7 gennaio è dedicata alla veglia e alla liturgia, spesso celebrata in chiese illuminate da candele e accompagnata da canti tradizionali. In molte comunità, la partecipazione ai riti rappresenta un momento di forte coesione sociale oltre che religiosa.
Tradizioni popolari tra Europa e Balcani
In Serbia e Montenegro è diffuso il rituale del badnjak: un ramo di quercia viene bruciato la sera della vigilia come simbolo di prosperità e protezione. In Bulgaria, gruppi di cantori percorrono i villaggi intonando melodie augurali, mentre in Romania la festività è accompagnata da danze popolari e rappresentazioni della Natività.
Dalla Russia al Medio Oriente
In Russia il Natale ortodosso mantiene un carattere più raccolto rispetto alla Pasqua, considerata la festa principale. Le celebrazioni si svolgono soprattutto in ambito familiare e liturgico. In Paesi come Siria, Libano ed Egitto, dove convivono diverse confessioni cristiane, il 7 gennaio diventa invece un momento di visibilità pubblica per le comunità ortodosse, con processioni e celebrazioni comuni.

Un patrimonio culturale condiviso
Oltre al significato religioso, il Natale ortodosso rappresenta un patrimonio immateriale fatto di riti, canti e simboli che attraversano confini nazionali. In un contesto globale sempre più uniforme, queste tradizioni continuano a distinguersi come espressione di identità storiche profonde e di una spiritualità che mantiene un forte legame con il passato.
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