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Oceani in movimento: il Pacifico si sta chiudendo

Angela Gemito Set 2, 2025

La superficie terrestre che percepiamo come statica è in realtà un palcoscenico di trasformazioni lente e colossali. Mentre un oceano, il più grande di tutti, perde terreno ogni anno, un altro si allarga silenziosamente, ridisegnando la mappa del mondo futuro.


Il gigante che si restringe: addio Pacifico?

L’Oceano Pacifico, con i suoi oltre 168 milioni di chilometri quadrati, è un vero gigante. Eppure, i dati parlano chiaro: si sta restringendo al ritmo di circa 4 centimetri all’anno. Questo processo non è un mistero, ma la conseguenza diretta della tettonica a placche, un meccanismo innescato dalla frammentazione dell’antico supercontinente Pangea.

Oceano Pacifico si restringe di 4 cm anno Atlantico si espande

Le antiche placche tettoniche, come la Farallon, sprofondando nel mantello terrestre (un processo chiamato subduzione), trascinano con sé i fondali oceanici. Questo movimento sta lentamente ma inesorabilmente avvicinando l’Asia e le Americhe. Sebbene fenomeni come El Niño e La Niña ci ricordino la sua immensa influenza sul clima globale, il destino del Pacifico sembra segnato su una scala temporale geologica.

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L’Atlantico avanza: una nuova crosta in crescita

Mentre il Pacifico si contrae, l’Oceano Atlantico vive una fase di espansione. Il motore di questa crescita è la Dorsale Medio Atlantica, una catena montuosa sottomarina che agisce come una sorta di “fabbrica” di nuova crosta terrestre. Qui, il magma risale dal mantello, si solidifica e spinge le placche euroasiatica e nordamericana in direzioni opposte, allontanandole di circa 4 centimetri ogni anno.

Una recente scoperta, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature, ha gettato nuova luce su questo fenomeno. Grazie a 39 sismometri installati sul fondale, un team di ricercatori ha capito che i processi di risalita del materiale dal mantello avvengono a profondità inaspettate, fino a 600 km sotto la crosta. Come ha affermato Kate Rychert, geofisica dell’Università di Southampton e co-autrice dello studio, “È stata una scoperta del tutto inaspettata, le cui conclusioni hanno numerose implicazioni per la nostra comprensione dell’evoluzione del pianeta”.


Un pianeta vivo

Questi movimenti oceanici, impercettibili nell’arco di una vita umana, ci ricordano che la Terra è un sistema dinamico e in continua evoluzione. Il pianeta che abitiamo oggi non è lo stesso di ieri e non sarà lo stesso di domani, in un ciclo perenne di distruzione e creazione.

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Angela Gemito

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