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Oro negli oceani: la scoperta record della NASA svela una riserva da 20 milioni di tonnellate

VEB Apr 2, 2025

L’oro, simbolo di ricchezza e potere fin dall’antichità, potrebbe essere molto più abbondante di quanto si pensasse. Ma non nei giacimenti terrestri: secondo recenti analisi della NASA, la più grande riserva d’oro del pianeta si trova negli oceani, dove si stima siano disciolte oltre 20 milioni di tonnellate di questo prezioso metallo.

Oro negli oceani la scoperta record della NASA svela una riserva da 20 milioni di tonnellate

Una cifra che supera di gran lunga le riserve terrestri conosciute, ponendo interrogativi interessanti sul futuro dell’estrazione mineraria e sull’eventuale sfruttamento delle risorse sottomarine.


Oro negli oceani: una ricchezza dispersa

Ogni litro di acqua di mare contiene una minuscola quantità di oro: circa 0,00000005 grammi. Questa concentrazione estremamente bassa ha reso, finora, impossibile un’estrazione economicamente sostenibile. Per ottenere una manciata di grammi d’oro, servirebbero milioni di litri d’acqua trattata, con costi e impatti ambientali difficili da giustificare.

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A differenza delle miniere convenzionali, dove l’oro si concentra in vene e rocce, negli oceani è disperso uniformemente, rendendo il processo di recupero ancora più complesso.


Tecnologie future: si potrà davvero estrarre l’oro marino?

Nonostante le difficoltà tecniche, alcune aziende e istituzioni scientifiche stanno studiando metodi alternativi di estrazione dell’oro oceanico. Tra le soluzioni sperimentali:

  • Nanofiltri avanzati, in grado di catturare le particelle d’oro a livello molecolare
  • Processi chimici selettivi, che aggregano le molecole d’oro per facilitarne la raccolta

Tuttavia, queste tecnologie sono ancora in fase di test. I principali ostacoli? Costi energetici elevati e potenziali danni agli ecosistemi marini, già messi a rischio da progetti di estrazione mineraria sottomarina in aree come la Papua Nuova Guinea.


Miniere d’oro terrestri: i giganti ancora imbattuti

Finché l’estrazione marittima rimarrà impraticabile, il settore minerario continuerà a puntare sulle grandi miniere a cielo aperto. Le principali si trovano in:

  • Stati Uniti: il complesso Nevada Gold Mines è il più produttivo al mondo (oltre 115 tonnellate annue)
  • Uzbekistan: la miniera di Muruntau è una delle più profonde, con oltre 3,5 km di profondità
  • America Latina: il Brasile guida le riserve con 129 tonnellate, seguito da Messico e Argentina

A livello globale, gli Stati Uniti detengono le maggiori riserve auree custodite, con oltre 8.000 tonnellate, seguiti da Germania, Italia e Francia.


Futuro dell’oro marino: opportunità o minaccia?

La scoperta della NASA solleva scenari affascinanti ma anche complessi: potremmo assistere in futuro a flotte di navi che filtrano l’acqua marina per estrarre oro? E, se sì, quali saranno i limiti etici e ambientali da considerare?

L’oro degli oceani resta, per ora, un tesoro invisibile e inaccessibile. Ma in un mondo affamato di risorse e guidato dall’innovazione tecnologica, è possibile che presto anche le profondità marine diventino nuove frontiere minerarie.

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