Camminando per le strade delle nostre città o osservando i gruppi scolastici, un dato sembra emergere con una chiarezza quasi statistica: le “carrozzine doppie” non sono più l’eccezione che destava meraviglia qualche decennio fa. Se un tempo la nascita di due o tre bambini contemporaneamente era un evento raro, circondato da un’aura di eccezionalità quasi mitologica, oggi i dati scientifici confermano che siamo nel pieno di un vero e proprio “Twin Peak”, un picco gemellare senza precedenti nella storia documentata della demografia umana.

Secondo le più recenti ricerche internazionali, il tasso di nascite gemellari è aumentato di circa un terzo dagli anni ’80 a oggi. Ma cosa sta spingendo la biologia umana verso questa direzione? Non si tratta di una singola causa isolata, bensì di una complessa convergenza tra evoluzione sociale, progressi della medicina e sottili mutamenti fisiologici.
Il fattore tempo: l’età materna e la “super-ovulazione” naturale
Uno dei motori principali di questo incremento risiede in un paradosso biologico legato all’età. Oggi la scelta di intraprendere una gravidanza viene mediamente posticipata rispetto alle generazioni precedenti. Sebbene la fertilità generale tenda a diminuire con l’avanzare degli anni, la probabilità di concepire gemelli eterozigoti (quelli derivanti da due ovuli diversi) paradossalmente aumenta.
- Estate 2025: I due segni zodiacali che la vivranno al massimo
- Ecco perchè oggi nascono più gemelli
- Gemelli: Uno diventa vegano l’altro no, ecco cosa è successo
A livello ormonale, con l’avvicinarsi della pre-menopausa, il corpo femminile tende a produrre livelli più elevati di FSH (ormone follicolo-stimolante). Questo accade perché l’organismo, percependo una riduzione della riserva ovarica, “spinge sull’acceleratore” per garantire il successo riproduttivo. Il risultato è che le ovaie possono rilasciare più di un ovocita durante lo stesso ciclo mestruale. Una donna che concepisce tra i 35 e i 40 anni ha una probabilità significativamente più alta di avere un parto plurimo rispetto a una ventenne, trasformando un segnale di invecchiamento riproduttivo in una moltiplicazione della vita.
La scienza al servizio del desiderio: l’impatto della PMA
È innegabile che il secondo grande pilastro di questo fenomeno sia il ricorso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Negli ultimi quarant’anni, la medicina della fertilità ha fatto passi da gigante, permettendo a migliaia di coppie di superare ostacoli un tempo insormontabili.
Inizialmente, per massimizzare le probabilità di successo, i protocolli prevedevano spesso il trasferimento di più embrioni contemporaneamente. Questo ha portato a un’esplosione di nascite trigemellari o quadrigemellari negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Tuttavia, la tendenza attuale della medicina moderna si sta spostando verso il Single Embryo Transfer (SET), per ridurre i rischi clinici associati alle gravidanze multiple. Nonostante questo orientamento cautelativo, i trattamenti di stimolazione ormonale utilizzati anche nelle procedure meno invasive continuano a favorire la maturazione contemporanea di più follicoli, mantenendo alto il numero di gemelli dizigoti.
La genetica e le nuove scoperte
Oltre ai fattori esterni e comportamentali, la ricerca genetica sta gettando nuova luce sulla predisposizione ereditaria. Recentemente, sono stati identificati specifici geni responsabili della propensione alla stimolazione ovarica naturale. Questi geni, che regolano la comunicazione tra l’ipofisi e le ovaie, sembrano essere più frequenti in alcune popolazioni e in determinate linee familiari.
Non si tratta però solo di “ereditare i gemelli” dalla nonna. Esiste un’interazione dinamica tra l’assetto genetico e l’ambiente. Studi su vasta scala indicano che anche lo stato nutrizionale e l’indice di massa corporea possono influenzare la frequenza dei parti gemellari: dati statistici suggeriscono che donne con un indice di massa corporea leggermente più elevato o che seguono diete specifiche abbiano una maggiore incidenza di gravidanze doppie, probabilmente a causa dell’influenza dei nutrienti sui livelli di estrogeni circolanti.
Un impatto profondo sulla società e sulla salute
La crescita delle nascite plurime non è solo un dato statistico, ma una realtà che trasforma il tessuto sociale e le necessità sanitarie. Una gravidanza gemellare richiede un monitoraggio molto più serrato. Per i neonati, il rischio di prematurità è superiore rispetto ai nati singoli, e questo ha spinto le strutture ospedaliere a potenziare le unità di terapia intensiva neonatale e a sviluppare protocolli di assistenza sempre più raffinati.
A livello familiare, l’impatto è totale: dalla logistica domestica alla gestione psicologica di due neonati contemporaneamente. La società si sta adattando a questa “nuova normalità”, con un mercato dell’infanzia che ha dovuto ridisegnare prodotti e servizi per rispondere alle esigenze di chi non deve più moltiplicare per uno, ma per due o per tre.

Scenario futuro: verso la fine del “Twin Peak”?
Mentre negli ultimi decenni abbiamo assistito a una crescita costante, alcuni demografi suggeriscono che potremmo aver raggiunto l’apice. Il perfezionamento delle tecniche di PMA, che punta sempre più alla gravidanza singola per garantire la massima sicurezza di madre e bambino, potrebbe portare a una lieve flessione del fenomeno nei paesi più sviluppati.
Tuttavia, finché l’età media del primo concepimento rimarrà elevata, la biologia continuerà a rispondere con la sua strategia di “super-ovulazione” naturale. Resta il fatto che la generazione dei gemelli oggi rappresenta un caso di studio unico per comprendere come la cultura e la scienza possano influenzare l’evoluzione biologica in tempo reale.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




