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Quante popolazioni avevano scoperto l’America prima di Colombo?

VEB Lug 13, 2023

Negli anni ’60, un antico insediamento vichingo fu scoperto sull’isola canadese di Terranova, portando alla luce la possibilità che i vichinghi avessero raggiunto l’America ben 500 anni prima di Cristoforo Colombo.

Quante popolazioni avevano scoperto America prima di Colombo
Foto@Pixabay

Nonostante ciò, nelle scuole, la scoperta dell’America da parte dei vichinghi è ancora considerata una teoria anziché un fatto storico, come indicato nei libri di testo di storia. Tuttavia, ci sono prove meno conosciute che suggeriscono come popoli provenienti da diverse parti del mondo abbiano navigato verso l’America prima di Colombo.

Gli antichi polinesiani, noti per la loro abilità nella navigazione oceanica, si avventurarono nell’oceano su barche apparentemente fragili ma veloci. Essi raggiunsero luoghi come la Nuova Zelanda, le Hawaii, l’Isola di Pasqua e molte altre isole.

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Secondo molti storici, è probabile che i polinesiani abbiano navigato anche lungo le coste del Sud America. A supporto di questa teoria, viene citato il percorso di distribuzione della patata dolce, originaria del Sud America ma coltivata nelle Hawaii e sull’isola di Mangaia per diversi secoli prima del contatto con gli europei. Inoltre, durante scavi archeologici in Cile nel 2007, sono state scoperte ossa di pollo datate tra il XIV e l’inizio del XV secolo, appartenenti a una razza di pollo originaria delle isole polinesiane. Questi reperti suggeriscono che i polinesiani abbiano trasportato animali con le loro barche attraverso l’Oceano Pacifico. Inoltre, gli studi genetici hanno rivelato che il DNA degli abitanti dell’Isola di Pasqua contiene geni degli abitanti del Sud America, che raggiunsero l’isola tra 1300 e 1500 anni fa.

Verso la fine degli anni ’60, siti archeologici in Ecuador hanno rivelato reperti di ceramiche stilisticamente simili a quelle del periodo Jōmon del Giappone, risalenti a circa 5.000 anni fa. Questo ha portato alla teoria che le ceramiche giapponesi siano giunte in Ecuador grazie a una possibile deviazione accidentale di una nave giapponese causata dalle correnti marine. Esempi storici di navi giapponesi che si sono arenate in luoghi inaspettati includono il caso del 1815, quando una barca giapponese con marinai fu portata a riva vicino a Santa Barbra, in California, dopo 17 mesi in mare, e del 1843, quando un’altra barca giapponese finì sulla costa del Messico con due pescatori feriti. Anche il DNA dei residenti locali in Ecuador presenta marcatori genetici insoliti che collegano gli abitanti del Giappone, e alcune varietà locali di virus mostrano una notevole somiglianza con quelle giapponesi. Se queste teorie fossero confermate, i pescatori giapponesi avrebbero superato Cristoforo Colombo di circa 4.500 anni nella scoperta dell’America.

Altre prove storiche indicano che antichi navigatori irlandesi potrebbero aver raggiunto l’Islanda e successivamente seguito le rotte dei vichinghi per raggiungere Terranova. La leggenda di San Brandano, soprannominato “il Navigatore“, racconta dei suoi viaggi in Scozia, Galles e Bretagna per diffondere il cristianesimo nell’VIII secolo. Il suo viaggio, semi-mitico e semi-storico, viene descritto nel libro “St. Brendan’s Journey”, in cui il santo sente parlare di un paese chiamato Paradiso, situato “molto oltre l’orizzonte occidentale“. Se gli irlandesi fossero stati in grado di raggiungere l’Islanda, avrebbero potuto seguire le rotte vichinghe per arrivare fino a Terranova? Nel 1976, lo storico e avventuriero Tim Severin ha cercato di testare questa teoria portando una barca di cuoio dall’Irlanda al Nuovo Mondo, completando con successo il viaggio.

Infine, la ricerca di nuove fonti di pesce ha spinto gli inglesi a cercare alternative dopo che il conglomerato medievale di merluzzo Lega anseatica rifiutò di vendere merluzzo a Bristol nel 1475. Il funzionario doganale Thomas Croft finanziò diverse spedizioni alla ricerca di nuove terre di pesca, tra cui la mitica Hy-Brazil, una terra nascosta nella nebbia a ovest dell’Irlanda. Nonostante il rapporto ufficiale dichiarasse che non fosse stata trovata alcuna terra, Bristol iniziò a importare quantità sospette di pesce poco dopo. Gli archivi spagnoli del 1956 hanno rivelato una lettera scritta da una spia per conto dell’Inquisizione spagnola, in cui si affermava che i pescatori di Bristol avevano effettivamente scoperto il Brasile. Questa scoperta solleva interrogativi sulle origini dei pesci importati da Bristol.

Nonostante queste teorie e le prove che le sostengono, la storia ufficiale della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo è ancora ampiamente accettata. Tuttavia, le scoperte archeologiche e le testimonianze storiche qui menzionate offrono una visione più complessa e intrigante dei viaggi e degli incontri che hanno preceduto Colombo nel Nuovo Mondo.

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