Negli anni Ottanta, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti commissionò uno studio riservato su coscienza e natura dell’anima, un ambito lontano dalle consuete ricerche militari. Un rapporto del 1983, recentemente declassificato, riporta analisi che hanno riacceso l’attenzione sul tema della reincarnazione. La notizia conta perché mostra come, in piena Guerra Fredda, il Pentagono abbia esplorato territori di frontiera tra scienza, filosofia e sicurezza nazionale.

Un’indagine oltre la ricerca militare tradizionale
Il documento, attribuito a un progetto interno dell’esercito americano, analizzava modelli teorici sulla coscienza umana, cercando di comprenderne la persistenza oltre la vita biologica. L’obiettivo dichiarato non era spirituale, ma strategico: valutare se esistessero basi scientifiche per studiare stati mentali avanzati e fenomeni ritenuti all’epoca “non convenzionali”.
Il contenuto del rapporto declassificato
Secondo quanto riportato da fonti che hanno esaminato il dossier, il testo del 1983 includeva riferimenti a esperimenti su percezione, memoria e identità personale. In alcuni passaggi si ipotizzava che la coscienza potesse non essere legata in modo esclusivo al corpo fisico, aprendo a interpretazioni che toccano il tema della reincarnazione, pur senza affermarne l’esistenza in senso stretto.
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Il contesto storico degli anni Ottanta
L’iniziativa si inserisce in una fase in cui le istituzioni statunitensi finanziavano progetti di ricerca ai margini della scienza tradizionale, come gli studi sulla percezione extrasensoriale e sul cosiddetto “remote viewing”. In un clima di competizione tecnologica con l’Unione Sovietica, l’esplorazione di nuove frontiere cognitive veniva vista come una possibile risorsa strategica.

Le reazioni dopo la diffusione delle informazioni
La pubblicazione delle prime analisi del rapporto ha suscitato interesse soprattutto in ambienti accademici e culturali, più che militari. Studiosi di filosofia della mente e di neuroscienze sottolineano che il documento va letto come testimonianza storica di un periodo di sperimentazione istituzionale, più che come prova scientifica sulla reincarnazione.
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