Una nuova ricerca neuroscientifica potrebbe finalmente spiegare uno dei fenomeni psicologici più enigmatici della mente umana.
Nel mondo della psicologia clinica, poche esperienze sono tanto misteriose e affascinanti quanto il fenomeno delle allucinazioni uditive tipiche della schizofrenia — ovvero il famoso “sentire voci” che non provengono da alcuna fonte esterna reale.

Recentemente, un gruppo di ricercatori ha pubblicato risultati che rivelano un meccanismo cerebrale sorprendente dietro questo fenomeno: sembra che nel cervello di alcune persone con schizofrenia i propri pensieri interni (quella “voce nella testa” che tutti sperimentiamo di tanto in tanto) vengano interpreti erroneamente come provenienti dall’esterno.
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La Scienza Dietro le Voci
Gli scienziati hanno studiato il modo in cui il nostro cervello gestisce ciò che chiamiamo inner speech (il dialogo interno): la voce mentale che sentiamo quando pensiamo o “parliamo con noi stessi”.
In un cervello sano, quando immaginiamo parole o frasi, una parte del cervello che elabora i suoni le prevede e attenua la sua stessa risposta — un po’ come se dicesse: “So già che questa è la mia voce.” Questa capacità di riconoscere i propri pensieri come auto-generati è fondamentale per distinguere tra stimoli interni e stimoli esterni.
Ma nelle persone che sperimentano allucinazioni uditive, questo meccanismo sembra smettere di funzionare correttamente. Invece di attenuare la risposta del cervello, quella voce interna scatena una reazione più forte, come se stesse provenendo da qualcun altro.
Test EEG e il “Meccanismo di Corollary Discharge”
Per arrivare a questa scoperta, gli scienziati hanno utilizzato l’elettroencefalografia (EEG) per osservare cosa accade nel cervello di chi immagina suoni o parole.
In pratica, i partecipanti immaginavano sillabe come “bah” o “bih” mentre ascoltavano suoni reali attraverso cuffie. Monitorando l’attività cerebrale, i ricercatori hanno visto che:
- Nei cervelli “tipici”, l’attività del circuito uditivo si riduce quando l’immaginazione corrisponde a un suono ascoltato — il cervello riconosce quell’input come auto-generato.
- Nelle persone con schizofrenia e allucinazioni uditive, invece, quella risposta non si sopprime: anzi, a volte aumenta — suggerendo al cervello che il suono è esterno e reale.
Questo ribalta una teoria lunga decenni, che fino ad ora non aveva prove biologiche così chiare.

Cosa Significa per la Cura della Schizofrenia
La ricerca non solo aiuta a capire “perché” alcune persone sentono voci, ma potrebbe anche aprire strade completamente nuove per:
- diagnosi più precise, basate sull’attività cerebrale – e non solo sui sintomi osservati;
- sviluppo di biomarcatori, segnali biologici nel cervello legati alla schizofrenia;
- terapie personalizzate, che affrontano specificamente il modo in cui il cervello interpreta la propria voce interna.
Fino ad oggi, non esistono test di laboratorio o scansioni cerebrali specifici per la schizofrenia: la diagnosi si basa sul comportamento e sul racconto del paziente. Questa scoperta potrebbe cambiare radicalmente quella dinamica.
Un Ponte tra Percezione e Psicopatologia
Ciò che rende questa scoperta affascinante non è solo il suo valore clinico, ma ciò che rivela sulla natura stessa della coscienza e dell’esperienza umana.
La nostra capacità di dire “questa è la mia voce” sembra dipendere da un delicato equilibrio tra previsione cerebrale e percezione sensoriale. Quando quel sistema di previsione si inceppa, il confine tra interno ed esterno può dissolversi, dando vita a esperienze mentali che sembrano reali ma non lo sono — almeno non nel mondo esterno.
Verso il Futuro: Strumenti Innovativi di Neuroscienza
Parallelamente, gli scienziati stanno cercando di risolvere un’altra grande domanda: come emerge la coscienza stessa dal cervello fisico. Nuove tecnologie come l’ultrasuono focalizzato transcranico stanno offrendo modi non invasivi per stimolare e osservare i circuiti cerebrali implicati nella percezione cosciente.
Questi strumenti potrebbero non solo aiutare a capire meglio le allucinazioni, ma anche svelare il “problema difficile” della coscienza, cioè come il cervello generi sensazioni, pensieri e consapevolezza a partire da processi fisici.
Conclusione
Il fenomeno delle voci nella testa associato alla schizofrenia potrebbe finalmente avere una spiegazione neuroscientifica solida: un guasto nei meccanismi che distinguono l’auto-generato dall’esterno.
È una scoperta che non solo illumina un mistero psicopatologico, ma ci avvicina alla comprensione più profonda di uno degli enigmi più affascinanti della mente umana: come il cervello crea la realtà che noi percepiamo come “noi stessi”.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




