Nelle valli più remote e selvagge delle Alpi italiane, si tramandano da secoli racconti di una creatura sfuggente e misteriosa: il Tatzelwurm. Questo leggendario animale, il cui nome tedesco significa “verme con le zampe”, popola l’immaginario collettivo di montanari e appassionati di criptozoologia, rappresentando uno degli enigmi più affascinanti della fauna alpina. Il Tatzelwurm è descritto come un rettile tozzo e serpentiforme, con una lunghezza che varia dai 60 centimetri fino a superare il metro e mezzo.

Le testimonianze, spesso frammentarie e risalenti a epoche diverse, concordano su alcune caratteristiche peculiari. La creatura presenterebbe due zampe anteriori robuste e artigliate, una testa che ricorda quella di un gatto e un corpo cilindrico simile a un grosso verme o a una lucertola. Alcuni racconti parlano di un sibilo acuto e di un’agilità sorprendente, che gli permetterebbe di compiere balzi notevoli tra le rocce. La sua pelle viene descritta come liscia o squamosa, di colore variabile dal grigiastro al bruno.
Storicamente, gli avvistamenti del Tatzelwurm non si limitano a un’unica area geografica, ma si estendono lungo tutto l’arco alpino, dalla Francia alla Slovenia, con una significativa concentrazione di racconti proprio nelle Alpi italiane. Una delle prime menzioni documentate risale al 1779, quando Hans Fuchs, un contadino austriaco, affermò di averne visto uno, morendo di spavento poco dopo. In Italia, testimonianze sono state raccolte in diverse regioni, tra cui il Trentino-Alto Adige, la Lombardia e il Piemonte, in particolare nella Val d’Ossola, dove la creatura è conosciuta anche con il nome di “Serpentgat” (serpente-gatto).
Uno degli episodi più celebri è la fotografia scattata nel 1934 dal fotografo svizzero Balkin, che ritrarrebbe la carcassa di un presunto Tatzelwurm. Sebbene l’immagine sia stata a lungo dibattuta e da molti considerata un falso, ha contribuito ad alimentare la leggenda. Più di recente, nel 1990, un contadino di nome Giuseppe Costale affermò di aver trovato i resti di uno strano rettile lungo circa 70 cm ai piedi dell’Alpe Lusentino, e di aver avvistato un esemplare vivo l’anno successivo.
Dal punto di vista scientifico, non esiste alcuna prova concreta dell’esistenza del Tatzelwurm. Gli zoologi e gli scettici ritengono che gli avvistamenti possano essere spiegati con l’incontro ravvicinato con animali noti ma non immediatamente riconosciuti, come grosse salamandre, mustelidi (ad esempio la martora) o serpenti particolarmente grandi. La conformazione del terreno alpino, con le sue forre e le sue grotte inesplorate, potrebbe inoltre favorire la sopravvivenza di specie ancora sconosciute alla scienza, un’ipotesi che affascina i ricercatori del campo della criptozoologia.
Nonostante la mancanza di prove tangibili, il Tatzelwurm continua a vivere nel folklore e nelle storie di chi abita la montagna. Questa creatura rappresenta la personificazione delle paure e dei misteri legati a un ambiente tanto affascinante quanto impervio, un simbolo della natura selvaggia e indomita che ancora si cela tra le cime innevate delle Alpi. Che si tratti di un animale in carne e ossa o di una semplice leggenda, il “verme con le zampe” rimane uno dei segreti meglio custoditi delle montagne italiane.
FAQ – Domande Frequenti sul Tatzelwurm
Come viene descritto l’aspetto del Tatzelwurm? Il Tatzelwurm è generalmente descritto come una creatura ibrida, a metà tra un rettile e un felino. Ha un corpo allungato e tozzo, simile a un serpente o a una lucertola, con due corte ma robuste zampe anteriori. La sua testa è spesso paragonata a quella di un gatto, con occhi grandi e penetranti.
Esistono prove scientifiche della sua esistenza? Ad oggi, non esistono prove scientifiche che confermino l’esistenza del Tatzelwurm. Non sono mai stati catturati esemplari, né vivi né morti, e i resti ritrovati si sono rivelati di dubbia provenienza o appartenenti ad altre specie. La comunità scientifica considera il Tatzelwurm una creatura leggendaria.
Quali sono le possibili spiegazioni per gli avvistamenti? Gli esperti suggeriscono che gli avvistamenti possano essere attribuiti a un’errata identificazione di animali comuni nelle Alpi. Tra le ipotesi più accreditate vi sono incontri con grosse salamandre pezzate, mustelidi come la faina o la martora, oppure serpenti di dimensioni notevoli. Anche l’effetto della suggestione popolare gioca un ruolo importante.
In quali zone delle Alpi italiane sarebbe stato avvistato? Le segnalazioni del Tatzelwurm in Italia provengono principalmente dalle regioni settentrionali. Le aree con il maggior numero di racconti folkloristici e presunti avvistamenti includono il Trentino-Alto Adige, la Val d’Ossola in Piemonte e alcune valli della Lombardia. Ogni regione ha spesso un nome locale per la creatura.
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