Vasco Rossi, al Modena Park non c’è bisogno di esame di maturità

Meglio pensare all’esame di maturità oppure il concerto del grande Vasco Rossi, Modena non poteva esimersi dal dispensare gli studenti in vista di un appuntamento così importante, scuole chiuse dunque il 1 luglio, d’altronde non poteva essere altrimenti il rischio era trovarsi faccia a faccia professori e commissione senza studenti.

Una data importante nella carriera di Vasco Rossi: il 15 giugno 1977, un giovane Vasco Rossi,  dj di Punto Radio Zocca, vide uscire il suo primo 45 giri nei negozi.

Il 45 giri (ora pezzo da collezione e da aste) aveva come brano di punta “Jenny è pazza”, mentre nel lato b “Silvia”.

Ne è passata di acqua sotto i ponti in questi ultimi quarant’anni, con milioni di copie vendute dei numerosissimi suoi album successivi, e centinaia di concerti tenuti lungo tutto lo stivale: una carriera strepitosa che vedrà il suo momento massimo il prossimo 1 luglio, a Modena, dove quattro decenni fa il rocker tenne il suo primo concerto, e dove ritorna per essere acclamato come un re.

E per chi considera esagerato mettersi in fila all’alba per il concerto del proprio beniamino, c’è già uno sparuto – ma agguerrito – manipolo di fan che sta campeggiando al Parco Ferrari di Modena con oltre due settimane di anticipo rispetto all’apertura dei cancelli di Modena Park.

“Non abbiamo nessuna intenzione di andarcene fino al concerto”, hanno spiegato loro, che in media hanno trent’anni, sono una decina – tutti uomini, tranne due donne – e provengono da Milano, Brescia e Cagliari.

“Abbiamo visto insieme decine di concerti di Vasco”, spiegano loro definendo la loro impresa una “magnifica follia”. “Vivremo tutte le emozioni in prima fila, dalla costruzione del palco alla conclusione dell’evento dei record”, aggiungono.

Lo show con cui il rocker di Zocca batterà, con 220mila biglietti staccati, il record mondiale di tutti i tempi come live a pagamento di un singolo artista avrà comunque misure di sicurezza rigidissime.

Migliaia di uomini delle forze dell’ordine, militari dell’esercito, un servizio di sicurezza privato, tre zone di controllo a cerchi concentrici, spazi di filtraggio per il pubblico, cani antiesplosivo, barriere jersey di protezione, telecamere a riconoscimento facciale, metal detector, monitoraggio e bonifica delle aree adiacenti il parco: sembra quasi la preparazione di una guerra ma saranno gli sforzi profusi per evitare che una grandissima serata di festa si trasformi in una tragedia, come troppe volte sta accadendo, in giro per il mondo.

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