Viaggi spaziotemporali? Alla Federico II di Napoli sono una realtà

Viaggi spaziotemporali? Alla Federico II di Napoli sono una realtà

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Viaggi spaziotemporali? Alla Federico II di Napoli sono una realtà

Cunicoli che permettono di viaggiare nello spazio e nel tempo, non stiamo parlando di un film di fantascienza ma di una realtà: all’Università Federico II di Napoli si sperimentano i wormhole.

La Federico II di Napoli porta a casa un altro successo e si riconferma leader nella ricerca scientifica.

Nell’Ateneo napoletano, infatti, è stata avviata una sperimentazione avveniristica: la costruzione in laboratorio di wormhole, ossia cunicoli che permettono di viaggiare nello spazio e nel tempo.

I prototipi, anche se realizzati in scala piccolissima, potranno dimostrare che viaggiare nel tempo è possibile. I viaggi intergalattici diventano sempre più una realtà.

Di cunicoli spazio-temporali avevano già parlato i grandi scienziati Albert Einstein e Nathan Rosen nella teoria nota come “Ponte di Einstein-Rosen”.

Prima di oggi, però, rispondere ai tanti interrogativi che presentano tali strutture, non era stato.

Il Fisico Salvatore Capozziello, coordinatore del gruppo internazionale autore della ricerca, spiega: “Il problema di partenza era spiegare l’esistenza di strutture che, come i buchi neri, assorbono tutta l’energia di un sistema senza restituirla: in pratica ci si trovava di fronte ad una violazione del principio di conservazione dell’energia”.

Per lo scienziato una delle spiegazioni possibili vuole che lo spaziotempo sia “bucato”: “E’ un’ipotesi molto affascinante e futuristica, che implica la possibilità di passare da una zona all’altra dello spaziotempo come di collegare fra loro universi paralleli”.

Si arriva così alla riproduzione in laboratorio di wormhole.

“Spostandoci su dimensioni cosmiche – continua Capozziello- potremmo considerare un osservatore che con la sua navetta si avvicina a un wormhole come un elemento capace di perturbare la struttura: in questo caso sarebbe possibile passare da una parte all’altra del cunicolo spaziotemporale, così come adesso è possibile trasmettere segnali da una parte all’altra”.

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