10 anni fa un asteroide sulla Terra poteva essere alieno

VEB

Dieci anni fa, un oggetto spaziale impattò sulla Terra, questo oggetto potrebbe avere origini straordinariamente antiche e potenzialmente extraterrestri, come suggerito dalle analisi condotte su dei frammenti recuperati nell’Oceano Pacifico.

10 anni fa un asteroide sulla Terra poteva essere alieno
Foto@Pixabay

Secondo Avi Loeb, un eminente astrofisico e professore presso l’Università di Harvard, le indagini sui campioni raccolti indicano che l’oggetto potrebbe non appartenere al nostro Sistema Solare, ma provenire dallo spazio interstellare, avendo viaggiato per miliardi di anni.

Loeb ha confutato le teorie alternative che proponevano una origine più terrena dei frammenti, come residui di combustione di carbone, dimostrando che le analisi di 850 piccole sfere metalliche rivelavano una composizione chimica unica, non corrispondente a quella di materiali noti sulla Terra.

Questi frammenti presentavano una percentuale fino al 10% di elementi classificati come “estranei” al nostro Sistema Solare, formando una nuova tipologia di composizione elementare denominata BeLaU, una lega che include berillio, lantanio e uranio – tutti presenti sulla Terra, ma disposti in maniera insolita.

Loeb ha evidenziato come la composizione chimica dei frammenti differisca significativamente da quella di meteore tipiche e di altri corpi celesti conosciuti, quali la Terra, la Luna, Marte o gli asteroidi del Sistema Solare, con un modello di abbondanza di alcuni elementi che supera di mille volte quello iniziale dei materiali solari. Questo fa propendere per una provenienza extra-solare, rendendo l’oggetto, tecnicamente noto come CNEOS1 2014-01-08, la prima meteora interstellare riconosciuta.

Avi Loeb ha dedicato anni alla collaborazione con l’esercito degli Stati Uniti per localizzare il punto d’impatto dell’oggetto, che mostrava caratteristiche di resistenza e velocità eccezionali rispetto a normali meteoriti.

Recuperati i frammenti vicino all’isola di Manus, in Papua Nuova Guinea, questi sono stati esaminati da scienziati indipendenti per determinarne l’origine. Loeb sostiene che tali scoperte potrebbero costituire la prima evidenza concreta dell’esistenza di civiltà extraterrestri e invita alla costruzione di ulteriori osservatori per monitorare gli oggetti che transitano vicino alla Terra, al fine di espandere le ricerche in questo ambito.

Secondo lui, è un dovere civico per gli scienziati cercare attivamente tracce di vita extraterrestre nell’universo, data la sua vastità e l’antichità di tali civiltà potenzialmente molto più avanzate rispetto alla nostra.

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