Apple, l’iPhone croce e delizia

Diciamocela tutta: la casa di Cupertino piò investire in ambiti e prodotti di ogni sorta, ma alla fine il prodotto di punta, quello che permette di fatturare cifre record da fare invidia alle più grandi multinazionali al mondo, rimane l’iPhone.

Apple nelle scorse ore ha annunciato le cifre del suo ultimo trimestre operativo, ed inutile dire che sono cifre da capogiro: Apple ha macinato anche per questo trimestre l’ennesimo record, con poco meno di cinquanta miliardi di dollari di fatturato (per la precisione 49,6) e 10,7 miliardi di utile (pari a 1,85 dollari per azione diluita) che portano il margine lordo al 39,7 per cento. Nel raffronto con lo scorso anno, questo si traduce in un incremento di fatturato del 33 per cento e del 39 per cento sugli utili.

Naturalmente il merito, come appena detto, va al suo smartphone di ultimissima generazione: nel trimestre Apple ha venduto 47,5 milioni di iPhone, il 35% in più rispetto allo scorso anno. Il dato è inferiore alle attese degli analisti, che scommettevano su 48,8 milioni di vendite. Le vendite di iPad si sono attestate a 10,9 milioni di unità.

Proprio a causa delle vendite inferiori alle attese dell’iPhone, Apple è scivolato sui minimi di febbraio bruciando una capitalizzazione pari a un valore di 66 miliardi di dollari, nelle ore successive alla diffusione dei dati.

Dati che, per la cronaca, non sono neppure completi: mancano infatti i dati riferiti alle vendite dell’Apple Watch: secondo le previsioni, dopo un boom nelle prevendite, l’interesse, e quindi le vendite, attorno allo smart watch è andato velocemente scemando.

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