Bollo auto, il perchè di questa odiata tassa

Tra le tasse più odiate in assoluto dagli italiani spicca senza dubbio quella automobilistica, comunemente conosciuta anche come bollo auto.
Volenti o nolenti, ogni anno bisogna pagarla, per non incorrere in pesanti sanzioni, cartelle esattoriali più salate di anno in anno e perfino il blocco amministrativo della propria autovettura.

Ma esattamente cos’è il bollo auto?

La tassa automobilistica non è altro che un tributo locale, che grava sugli autoveicoli e motoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana, il cui versamento è a favore delle Regioni di residenza.

L’importo varia a seconda della potenza e della classe ambientale dell’auto o della moto, ma anche in base alla regione di residenza del proprietario.

Come abbiamo già premesso, si tratta di una tassa annuale, anche se cambia il mese di scadenza, dato che va pagata entro la fine del mese in cui il veicolo è stato acquistato e registrato, anche se, se l’acquisto è stato fatto negli ultimi 10 giorni del mese, la scadenza slitta al mese successivo.

Come ci tiene poi a precisare l’Agenzia delle Entrate, in caso di veicolo con contratto di leasing, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio, sono tenuti al pagamento della tassa automobilistica coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano al PRA essere rispettivamente utilizzatori, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio del veicolo.

Ricordiamo che però sono presenti dei casi di esenzione. I più comuni sono quelli di invalidità del proprietario dell’auto, l’appartenenza dell’automobile alla categoria delle auto storiche o di interesse collezionistico ed il basso livello di inquinamento dell’auto.

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