Cannabis terapeutica, sul prezzo è rivolta: Lorenzin convoca i farmacisti
Cannabis terapeutica, sul prezzo è rivolta: Lorenzin convoca i farmacisti

La Cannabis terapeutica, in Italia legalizzata dal 2013, per i farmacisti costa troppo poco: il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha convocato un tavolo con le associazioni di categoria per discutere della questione.

In una nota diramata dal Ministero della Salute si legge che è stato convocato un tavolo per decidere un prezzo più equilibrato della Cannabis terapeutica.

Il Ministero della Salute con il decreto del 3 giugno 2017 aveva stabilito per la Cannabis terapeutica un costo di 9 euro il grammo.

I farmacisti ritengono che tale prezzo sia di gran lunga inferiore a quello che chiedono i distributori.

In questo le farmacie sono costrette: “a pagare la materia prima, la Cannabis, una cifra superiore al prezzo della preparazione magistrale stessa, quindi costringendo il farmacista a operare in perdita”.

Perciò, sempre per i farmacisti: “Il prezzo di vendita al pubblico attualmente fissato per la cosiddetta Cannabis terapeutica rischia di compromettere la possibilità per le farmacie di realizzare le preparazioni magistrali a base di questa sostanza, a danno dei pazienti”.

La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) ci tiene a sottolineare che aveva già segnalato tale incongruenza già in fase di istruttoria del provvedimento di fissazione del prezzo nazionale.

Vale la pena di ricordare che è da gennaio 2017 che in Italia è stata attivata la produzione statale della cannabis terapeutica, da parte dell’Istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze.

Tuttavia, le associazioni dei pazienti lamentano che ancora da parte delle istituzioni non è partita una vera campagna di sensibilizzazione sull’uso terapeutico della Cannabis atta a informare e a formare l’opinione pubblica.

Capita spesso, denunciano le associazioni, che i pazienti utilizzatori di Cannabis terapeutica per accedere alla sostanza si ritrovino davanti mille ostacoli, a cominciare proprio dall’informazione.

Ma, a quanto pare, a impedire l’uso medico della Cannabis c’è anche la questione del prezzo.

Le organizzazioni FOFI, Federfarma, Asfi, Assofarm, Farmacie unite, Sifap e Utifar non ci stanno a vendere la Cannabis a un costo che ritengono sia per loro penalizzante. Da qui la richiesta al Ministro di un incontro urgente.

Nella richiesta si legge anche che andrebbe rivisitata l’intera tariffa nazionale dei medicinali.

“Benché – spiega la FOFI – la normativa preveda che la tariffa sia aggiornata ogni due anni per allineare gli importi all’andamento del mercato, gli importi oggi in vigore sono immutati da oltre vent’anni. In questo modo diviene sempre meno sostenibile economicamente la realizzazione delle preparazioni magistrali da parte delle farmacie, con un crescente disagio per i pazienti”.

“È il caso di ricordare che i destinatari delle preparazioni sono in maggioranza pazienti fragili (neonati, bambini, persone affette da malattie rare) i cui bisogni clinici non trovano risposta nel farmaco di produzione industriale”.

“In tempi di personalizzazione della medicina – continua la FOFI  è grave che uno dei principali strumenti per adattare le terapie ai bisogni individuali del paziente sia reso impossibile per motivi economici. Quello della Cannabis, in definitiva, è solo il caso più recente di prezzo inadeguato: la revisione della Tariffa nazionale, come previsto peraltro dalle leggi vigenti, non è più rinviabile”.

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