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La Francia costruisce un carcere al centro della foresta amazzonica

VEB Mag 20, 2025

In una mossa senza precedenti che unisce strategia geopolitica e innovazione penitenziaria, la Francia ha annunciato la costruzione di un carcere di massima sicurezza nella foresta pluviale amazzonica, nel cuore della Guyana francese, territorio d’oltremare al confine con il Suriname. Il progetto, dal valore di 400 milioni di euro (circa 2,5 miliardi di reais brasiliani), è uno dei più ambiziosi d’Europa in termini di sicurezza carceraria.

La Francia costruisce un carcere al centro della foresta amazzonica

Secondo il Ministère de la Justice, l’obiettivo è chiaro: isolare detenuti ad alto rischio — soprattutto narcotrafficanti e terroristi — in una struttura tecnologicamente impenetrabile e logisticamente difficile da raggiungere, riducendo al minimo i contatti con l’esterno e, quindi, la possibilità di proseguire attività criminali dall’interno della prigione.


Una prigione nel cuore della giungla: location strategica contro il crimine organizzato

Il carcere sorgerà nei pressi di Saint-Laurent-du-Maroni, una zona cruciale nelle rotte del narcotraffico che collegano l’America Latina all’Europa. Secondo un rapporto del Senato francese, la Guyana è diventata negli ultimi anni un nodo critico nel traffico di cocaina dal Brasile, soprattutto attraverso i cosiddetti “muli” che transitano per la regione.

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“La posizione geografica consente un isolamento reale e simbolico”, ha spiegato il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin, “interrompendo la catena di comando dei gruppi criminali e offrendo al tempo stesso una struttura penitenziaria moderna e sicura”.


Tecnologia avanzata e sicurezza senza precedenti

Il complesso penitenziario ospiterà 500 detenuti, suddivisi in aree differenziate in base al profilo criminale. Tra questi, 15 celle saranno riservate esclusivamente a detenuti radicalizzati o condannati per terrorismo.

Tra le caratteristiche della struttura:

  • sorveglianza continua tramite telecamere a circuito chiuso;
  • droni per ispezioni aeree e sorveglianza del perimetro;
  • disturbatori di segnale per impedire comunicazioni non autorizzate via cellulare;
  • orari di visita fortemente limitati e controlli biometrici potenziati.

Questi sistemi saranno supportati da intelligenza artificiale e algoritmi predittivi, già in fase sperimentale in alcune carceri metropolitane francesi, come segnalato da Le Monde.


Un carcere per risolvere il sovraffollamento e l’insicurezza

L’iniziativa è anche una risposta concreta alla grave crisi del sistema carcerario francese, che ha raggiunto livelli di sovraffollamento critici. Il penitenziario di Rémire-Montjoly, attualmente il principale nella Guyana francese, ospita 1.100 detenuti a fronte di una capienza di 600 posti, con una densità carceraria del 134,7%, secondo i dati ufficiali del Ministero della Giustizia francese del 2024.

Inoltre, recenti rivolte carcerarie e violenze tra bande hanno spinto le autorità a trovare soluzioni radicali per evitare il collasso dell’intero sistema.


Una “città giudiziaria” nel cuore dell’Amazzonia

Il nuovo carcere sarà il fulcro di un più ampio progetto di riqualificazione giuridica e infrastrutturale: una vera e propria città giudiziaria, completa di tribunali, centri di detenzione e infrastrutture logistiche, pensata per centralizzare le attività legali nella regione e favorire la cooperazione internazionale con paesi come Brasile, Suriname e Guyana.


Dubbi ambientali e promesse di sostenibilità

Non mancano tuttavia le preoccupazioni da parte degli ambientalisti, che vedono nella costruzione un potenziale rischio per l’ecosistema amazzonico. Il governo francese ha assicurato che l’intervento rispetterà standard ecologici rigorosi, ma i dettagli sulla logistica dei trasporti e sulla gestione delle forniture nella giungla restano poco chiari.

Secondo France Info, sarà fondamentale garantire che l’impatto ambientale sia minimo, anche in vista della crescente pressione dell’opinione pubblica sui progetti infrastrutturali nelle foreste tropicali.


Un esperimento europeo in territorio tropicale

La scelta di costruire un carcere high-tech in un’area remota rappresenta una svolta radicale nella politica penitenziaria europea. Se il progetto avrà successo, potrebbe diventare un modello replicabile in altri contesti ad alto rischio, combinando isolamento geografico, tecnologia avanzata e deterrenza penale.


Fonti autorevoli:

  • Le Monde
  • France Info
  • Rapport du Sénat français sur la Guyane

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