Catfishing, la nuova moda dei profili falsi
Catfishing la nuova moda dei profili falsi

La storia surreale raccontata in queste settimane da Pamela Prati e dalle sue collaboratrici almeno un merito ce l’ha: portare all’attenzione un fenomeno tanto diffuso quanto sottovalutato come quello delle false identità in rete.

Tutti noi, più o meno inconsapevolmente, ci siamo ritrovati a interloquire con un profilo falso, senza neppure poi mai scoprire chi si nascondesse dietro.

Chi crea un profilo falso lo fa per i motivi più svariati: per semplice gioco, per divertimento, per spiare qualcuno, ma anche per ingannare, raggirare, spillare soldi.
Questo fenomeno ha un nome ben preciso: Catfishing.

Catfishing altro non è che un tipo di attività ingannevole su social network che prevede la creazione e l’utilizzo di un account con falsa identità da parte di una persona, allo scopo di raggirare altri utenti.

A questa pratica, più diffusa di quanto si pensi, è stato dedicato un film documentario, “Catfish” (2010) diretto dagli americani Henry Joost e Ariel Schulman ma anche una serie tv mandata in onda da MTV.

La serie per diverse stagioni è stata finalizzata a sradicare le ingenue convinzioni di ragazzi e ragazze che, ignari di tutto e convinti di essere addirittura fidanzati in rete, non sapevano però chi si nascondeva in realtà dall’altra parte.

Il programma prende spunto dalla storia vera di Nev Schulman, che nel 2010, a ventisei anni, decide di incontrare dal vivo la sua “anima” gemella conosciuta su internet ma scopre di aver chattato per anni con una persona del tutto differente da quella che immaginava, una donna di mezza età che gestiva decine di profili fake in rete.

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