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La Cina segnala chi fa commenti negativi sui social

Angela Gemito Set 27, 2025

Il governo cinese ha dato il via a una nuova campagna di controllo della rete, ma questa volta l’obiettivo non è solo il dissenso politico. Le autorità di regolamentazione di Internet hanno invitato i cittadini a diventare delatori attivi, segnalando qualsiasi contenuto online che esprima negatività, pessimismo o una visione “disfattista” della vita e della società.

Una persona che utilizza uno smartphone

Perché la Cina Teme il Pessimismo Online?

La mossa della Cyberspace Administration of China (CAC) non è casuale, ma si inserisce in un contesto di crescenti difficoltà economiche. La censura in Cina si estende oltre la politica, colpendo ora l’espressione del malcontento economico e sociale. Un’economia che rallenta, una crisi immobiliare persistente e una disoccupazione giovanile che rimane elevata hanno minato la fiducia dei cittadini. Questo clima ha generato online un senso di disperazione, riassunto da espressioni gergali come “sdraiarsi” (躺平, tǎng píng), che indica il rifiuto della sfrenata cultura del lavoro. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, sebbene la crescita del PIL sia prevista intorno al 4,8%, la fiducia dei consumatori rimane un punto critico per la ripresa.

Cosa Rientra nella “Retorica Disfattista”?

L’operazione speciale, della durata di due mesi, ha un raggio d’azione molto ampio. Non si limita a colpire chi critica le istituzioni, ma prende di mira chiunque mini la narrazione ufficiale di progresso e ottimismo. Il governo cinese ha lanciato un’operazione speciale per “ripulire” internet da commenti e visioni ritenute dannose. Tra i contenuti proibiti figurano:

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  • Affermazioni come “il duro lavoro è inutile” o “studiare è inutile”.
  • Interpretazioni malevole di fenomeni sociali che esagerano gli aspetti negativi.
  • Contenuti che incitano all’antagonismo tra gruppi sociali (per genere, regione, ecc.).
  • La diffusione di panico o la promozione di una visione del mondo nichilista.

Le piattaforme social, i siti di video brevi e i servizi di live streaming sono i principali sorvegliati. Le sanzioni per chi non si adegua sono severe e vanno da pesanti multe per le aziende alla sospensione degli account e, nei casi più gravi, alla detenzione per gli utenti.

Questa stretta sul controllo dell’opinione pubblica non riguarda solo l’economia, ma ogni forma di narrazione non allineata. Un esempio è la recente condanna a quattro anni di carcere della giornalista cittadina Zhang Zhan per aver documentato le prime fasi della pandemia a Wuhan, come riportato da Reporter senza frontiere.

Il controllo sulla narrazione economica e sociale è diventato per Pechino una priorità tanto quanto quello sul dissenso politico. La campagna contro il “pessimismo” mostra la volontà del governo di plasmare non solo ciò che i cittadini dicono, ma anche ciò che pensano e sperano per il futuro. Per approfondire il tema della libertà di espressione e dei diritti digitali in Cina, è possibile consultare le analisi di organizzazioni come Amnesty International.


Domande Frequenti (FAQ)

Cosa prevede la nuova campagna di censura in Cina? La campagna invita i cittadini a segnalare attivamente contenuti online che promuovono negatività o pessimismo. L’obiettivo è eliminare la “retorica disfattista”, come l’idea che il duro lavoro sia inutile, per creare un ambiente online considerato più “civile” e allineato alla narrazione governativa.

Perché il governo cinese sta combattendo il pessimismo online? Questa iniziativa è una risposta diretta al crescente malcontento causato dal rallentamento economico, dalla crisi immobiliare e dall’alta disoccupazione giovanile. Controllando la narrazione online, Pechino cerca di gestire la percezione pubblica della situazione economica e prevenire la diffusione del dissenso sociale.

Quali tipi di contenuti sono considerati “negativi”? Sono considerati negativi i post che esagerano i problemi sociali, promuovono una visione nichilista, mettono in dubbio il valore del lavoro e dello studio o incitano a ostilità tra gruppi sociali. La definizione è volutamente ampia per consentire un controllo capillare delle conversazioni online.

Chi è l’ente responsabile di questa operazione? L’ente promotore è la Cyberspace Administration of China (CAC), la principale autorità di regolamentazione e censura di Internet del paese. La CAC ha il potere di multare le piattaforme, chiudere siti e account, e collabora con le autorità per perseguire legalmente i singoli utenti.

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Angela Gemito

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Tags: cina Social network

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