Uno studio recente dell’Università della California, condotto da un gruppo di ricercatori americani, ha rivelato che il sonno intermittente può avere effetti negativi sul cervello.

Lo studio, durato diversi anni, ha coinvolto 526 individui di età compresa tra i 30 e i 40 anni. Utilizzando dispositivi elettronici avanzati per monitorare il sonno, i ricercatori hanno osservato che coloro che si agitavano frequentemente durante il sonno mostravano un declino progressivo delle capacità cognitive.
I risultati sono stati confermati attraverso test sui partecipanti, evidenziando che coloro con un sonno tranquillo mantenevano costanti i loro punteggi nei test, mentre chi aveva un sonno disturbato mostrava un peggioramento.
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Si è scoperto che durante il sonno, si accumulano nel cervello le proteine amiloidi, che possono essere dannose.
In un sonno sano, queste proteine vengono eliminate, ma in un sonno irregolare, molte di queste proteine rimangono nel cervello, causando potenzialmente danni a lungo termine, come il morbo di Alzheimer o altre forme di demenza in età avanzata.
Per prevenire tali effetti negativi, lo studio suggerisce di migliorare la qualità del sonno evitando di dormire con apparecchi elettronici accesi e riducendo lo stress quotidiano.
Queste scoperte sono state pubblicate nella rivista “Neurology“.
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