Emicrania, nuovi farmaci anche in Italia dopo la commercializzazione negli Usa
Emicrania nuovi farmaci anche in Italia dopo la commercializzazione negli Usa

Nonostante spesso venga liquidato come un semplice mal di testa, un esagerazione per non alzarsi dal letto e non svolgere le proprie occupazioni quotidiane, nella realtà l’emicrania è una vera e propria patologia con cui è difficile convivere e che può essere persino invalidante nelle sue manifestazioni più gravi.

L’emicrania è una particolare forma di mal di testa, molto doloroso, e deve il suo nome alla particolare localizzazione del dolore: solitamente colpisce infatti soltanto un lato del cranio, indifferentemente il destro o il sinistro.

E’ caratterizzata dalla presenza di attacchi di cefalea ricorrenti di durata compresa tra 4 ore e 3 giorni. Il dolore, in genere, ha carattere pulsante e peggiora con l’attività fisica e il movimento (salire le scale, abbassare il capo) rendendo difficoltosa l’esecuzione delle abituali attività quotidiane. Il mal di testa è associato a sintomi come nausea, vomito e ipersensibilità a luci, rumori e odori (foto-fono-osmofobia), costringendo spesso chi ne soffre a ricercare riposo psico-sensoriale in un ambiente buio e silenzioso durante l’attacco.

Le cause specifiche che scatenano l’emicrania non sono ancora del tutto note: sono state suggerite, nel corso degli ultimi decenni, diverse ipotesi, nessuna delle quali è stata in grado di spiegare in modo soddisfacente i meccanismi precisi della malattia.

Attualmente è considerata una patologia multifattoriale alla cui origine concorrono sia fattori ambientali che genetici. I fattori scatenanti, interni o esterni all’organismo (alcuni alimenti, ansia, depressione, stress, rilassamento dopo lo stress, alterazione del ciclo sonno-veglia, modificazioni degli ormoni sessuali femminili, alcuni farmaci, ecc..), agiscono su un “cervello speciale”, un cervello che produce meno energia e consuma di più, determinando l’attacco emicranico.

Ad oggi, sono oltre un miliardo le persone che nel mondo soffrono di emicrania, la terza patologia per prevalenza e la sesta malattia più invalidante a livello mondiale.

Secondo il più recente studio sui costi delle patologie neurologiche in Europa, l’emicrania ha un costo per l’economia di 18 miliardi di euro l’anno in termini di produttività e giornate di lavoro perse.

Per fortuna, una vera e propria rivoluzione è in arrivo: nuovi farmaci, già approvati, saranno infatti a breve disponibili anche sul mercato italiano.

Si tratta di un anticorpo monoclonale completamente umanizzato che ha come target il peptide Cgrp, identificato per l’emicrania. In parole povere “oggi stanno arrivando sul mercato dei farmaci che sono capaci di interferire con il meccanismo che genera la malattia”, ha spiegato Elio Agostoni, direttore Dipartimento di Neuroscienze Asst dell’Ospedale Niguarda, a margine del IX Congresso nazionale Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee), che si è tenuto a Milano.

“Fino ad oggi – ha proseguito – abbiamo curato le crisi di emicrania ma non la malattia, o meglio l’abbiamo fatto solo parzialmente”.

Come sottolinea l’esperto, oggi ci si focalizza sulla cura delle crisi quando arrivano e sulla cura della malattia, quindi sulla prevenzione e la profilassi: “quando le crisi occupano 4/5 giorni al mese l’indicazione è quella di fare la profilassi, quando invece si tratta di episodi che sono meno di 5 giorni al mese c’è solo la terapia dell’attacco. Un’impostazione rigida”.

Invece, con i nuovi farmaci iniettivi, trimestrali o mensili, la situazione cambierà, “cambieranno la nostra percezione di crisi e di malattia e ci permetteranno di prevenire le crisi e altri problemi collegati all’emicrania”.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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