Francesco Facchinetti, marito innamorato e papà fiero

La vita professionale va a gonfie vele, e infatti proprio in queste ore lo abbiamo visto alle prese con la conduzione della storica kermesse che premia le bellezze nostrane, ma anche la vita privata e amorosa sempre non essere mai andata meglio.

Francesco Facchinetti, quest’anno al timone di Miss Italia 2016, coi 36 anni, costellati da tante e diverse esperienze professionali, dalla musica alla tv, dal cinema, alla radio al web, è già entrato nella storia del concorso come il conduttore più giovane.

A Jesolo assieme a lui c’è anche la sua famiglia: la moglie Wilma e i figli Leone e Lavinia.

E proprio della sua splendida moglie, Facchinetti parla in una bella intervista a Intimità: “ In realtà ho sempre affrontato la vita senza cercare nulla e senza aspettarmi nulla, ma vivendo tutto intensamente. E durante quest’avventura lunga 36 anni ho avuto la fortuna di incontrare persone incredibili, come per esempio mia moglie. Non ho mai avuto, però, un’ideale di donna, nel mio viaggio ho amato persone anche molto diverse l’una dall’altra. Poi però le lancette dell’orologio si sono fermate su quella che forse è la più adatta per me, mia moglie, la metà del mio universo”.

Francesco è anche un papà pazzo per i suoi figli che gli hanno cambiato la vita, naturalmente in meglio: “Moltissimo. Io sono sempre stato concentrato solo su me stesso. Col passare del tempo fortunatamente ho mutato anche questo atteggiamento, ma a 18 anni credevo che il mondo dovesse fermarsi a ogni mio passaggio, avevo un egocentrismo alla Mick Jagger. Ma questo è anche la conseguenza dell’essere cresciuto in una famiglia di artisti, dell’aver avuto come insegnante Claudio Cecchetto, dell’essermi messo in testa di poter costruire qualcosa di unico. E la ricerca di qualcosa di speciale ti porta per forza a essere egocentrico. Poi però sono nati i figli e loro mi hanno fatto capire che dovevo avere altre priorità. Adesso infatti vengo dopo il pesce rosso di casa. Prima ci sono i figli, mia moglie, mia madre, mio padre. Io sono ultimo, contento di esserlo. La mia vita forse non è cambiata più di tanto ma sono cambiati gli obiettivi, le cose non le faccio più per me, ma per Mia, Leone e Lavinia. E non dico come Enzo Ferrari “Ogni figlio per un pilota vuol dire mezzo centesimo di secondo in più a giro”, nel senso che se sei padre tendi a rischiare un po’ meno, ad andare più piano in pista. Io, al contrario, vado ancora più veloce, lavoro di più, performo di più, m’impegno di più. Dedicando più tempo alla mia famiglia e meno tempo a me stesso”.

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