Francesco Facchinetti, viaggio in Lapponia con papà Roby

Roby e Francesco Facchinetti questa sera saranno i protagonisti, su Rai2, di “50 modi per far fuori papà”, il docu reality prodotto da Rai2 e realizzato da Toro, che racconta il pazzo viaggio a sorpresa che Francesco Facchinetti, cantante, deejay e oggi imprenditore digitale, ha organizzato per suo padre Roby, tastierista e voce dei mitici Pooh, ignaro delle modalità e della meta finale.

Perché se essere figlio d’arte, con un padre così impegnato e richiesto come Roby, ha indubbiamente i suoi vantaggi, allo stesso tempo costringe a vivere un’infanzia e un’adolescenza con ben poco tempo da passare con il genitore, costantemente in giro per l’Italia e il mondo con la sua musica.

“Il fatto è che mio padre per 50 anni è stato Roby Facchinetti dei Pooh, perennemente in tournée o impegnato a registrare dischi con la sua band. Io me lo sono potuto godere poco. Così, adesso che i Pooh si sono sciolti, ho pensato di regalarmi e di regalarci il primo viaggio tutto e solo per noi. L’ho rapito per qualche giorno”, ha spiegato Francesco.

A 15-16 anni, «quando tuo padre lo detesti per forza», Francesco Facchinetti «per sembrare l’esatto contrario del figlio di un Pooh» girava con la cresta da punk, e ai cancelli degli stadi dove suo padre si esibiva ci andava per scoraggiare la gente a entrare. Ma adesso che di anni ne ha 37, Francesco con suo padre ci è andato in Lapponia, «a vedere l’aurora boreale, per la prima vacanza che abbiamo mai fatto insieme noi due da soli».

«Non che avessimo litigi da ricomporre – spiegano insieme – ma certo c’era un po’ di confidenza da ricostruire».

Il momento magico pare si sia verificato in una stanza d’albergo, al buio, con l’aurora boreale risplendente dietro le pareti di vetro: «Ci siamo detti “Ti voglio bene” e che uno è orgoglioso dell’altro», racconta Francesco. E Roby conclude: «Ci somigliamo molto, siamo tutti e due del Toro, testardi, andiamo fino in fondo anche quando sarebbe più ragionevole mollare. Lui però è capace di fare tante cose insieme, è multitasking come quelli della sua generazione».

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