Batteri in cucina proliferano sui nostri strofinacci
Germi e batteri attenzione agli strofinacci da cucina
I batteri ci circondano, sono nell’aria che respiriamo, sono attaccati ai nostri telefoni e alle nostre tastiere di computer, brulicano nei lavandini, sui taglieri da cucina ma soprattutto sui fedeli strofinacci che utilizziamo in modo regolare ogni giorno. I ricercatori hanno analizzato 100 asciugamani dopo un mese di utilizzo e hanno scoperto che quasi la metà aveva una crescita batterica enorme, dei 49 campioni risultati positivi: “il 36,7% ha fatto crescere i coliformi ( E. coli ), il 36,7% di Enterococcus spp e il 14,3% di S. aureus “.

Facciamo attenzione quando ci sediamo su una panchina o sul sedile di un treno, ci laviamo le mani più volte quando siamo in giro, ma a casa molte di queste accortezze non le abbiamo.

Dopotutto passiamo molte ore a settimana a pulire gli ambienti dove viviamo, a spolverare, passare lo straccio o lucidare le maniglie, quindi che pericolo c’è?

Non tutto è così scontato: anche se la nostra casa è apparentemente pulita e immacolata, nulla toglie che ci sono dei luoghi particolarmente ricchi di batteri e virus, nonostante siamo convinti che siano puliti a sufficienza.

Soprattutto gli oggetti che prendiamo più spesso in mano: che si tratti di un cordless oppure di un telefono fisso in entrambi i casi l’apparecchio telefonico è un ricettacolo di germi. Anche gli smartphone figurano tra i posti più sporchi della casa, poiché entrano continuamente in contatto con superfici diverse e sono una delle apparecchiature maggiormente utilizzate nel corso della giornata.

Da non dimenticare neppure il telecomando, con la sua costituzione che favorisce l’annidamento dei batteri e per questo richiede una pulizia che deve essere eseguita meticolosamente, avendo cura di tutti gli spazi tra un tasto e l’altro.

Ovviamente anche il bagno entra nella classifica dei posti meno puliti della casa, cominciando dal porta-spazzolini che effettivamente nessuno di noi lava abbastanza frequentemente, e che date le condizioni di umidità funziona come un moltiplicatore di germi e muffe.

Un po’ perché diventa il piano di appoggio di qualunque cosa, dai residui di cibo agli scarti, un po’ perché non si lava a sufficienza e con i prodotti igienizzanti adeguati, anche il lavello non è decisamente il posto più pulito della cucina.

E come dimenticare la macchina del caffè, col   contenitore dell’acqua che non viene quasi mai sottoposto a procedimenti di igienizzazione scrupolosi (per esempio con l’aceto, dall’azione antibatterica e disinfettante).

Ma a quanto pare tra gli oggetti più sporchi di tutti spiccano gli strofinacci da cucina, che sono ampiamente utilizzati e mai a sufficienza puliti.

Negli strofinacci che usiamo comunemente in cucina vivono infatti milioni di batteri potenzialmente pericolosi per la nostra salute, che ci esporrebbero al rischio di contaminazioni e intossicazioni alimentari.

E’ quanto emerge da una ricerca dell’Università di Mauritius che è stata presentata ad Asm microbe, l’incontro annuale dell’American Society for Microbiology.

I ricercatori hanno coltivato i batteri trovati sugli asciugamani per identificarli e hanno determinato il loro carico virale.

Secondo la ricerca, il 49% degli asciugamani da cucina che sono stati analizzati ha avuto una crescita batterica che è aumentata in relazione a diversi fattori, dal numero delle persone presenti in famiglia agli eventuali bimbi che scorrazzano per casa.

Gli strofinacci per uso polivalente (che servono per asciugare le stoviglie e le mani, tenere gli utensili caldi, asciugare o pulire le superfici) avevano un numero di batteri maggiore rispetto agli asciugamani monouso. Quelli umidi, inoltre, avevano un numero di batteri superiore a quelli asciutti.

Dallo studio il batterio più presente è risultato essere l’Escherichia coli, che si trova soprattutto negli asciugamani multiuso, confermando un dato: l’uso multiplo dei canovacci aumenta la possibilità di contaminazione e la diffusione dei batteri.

Secondo i ricercatori la presenza di Escherichia coli su vari asciugamani probabilmente proviene da una contaminazione fecale e ciò vorrebbe dire che non siano diffuse in cucina le norme igieniche.

Dei 49 campioni positivi alla crescita batterica, il 36,7% ha sviluppato batteri coliformi, un gruppo che comprende gli E. coli, mentre sul 14,3% aveva preso vita lo stafilococco aureo.

“Il nostro studio dimostra, che la composizione familiare e le pratiche igieniche hanno influenzato il carico microbico degli asciugamani da cucina”, ha affermato la dott.ssa Susheela Biranjia-Hurdoyal “Abbiamo anche scoperto che la dieta, il tipo di utilizzo e l’uso di panni umidi, potrebbero essere molto importanti nel promuovere la crescita di potenziali batteri responsabili dell’avvelenamento da cibo”.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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