Gianfranco Rosi e la lunga attesa della Notte degli Oscar 2017

Inutile girarci intorno: tutti noi, credendoci chi più chi meno, speriamo che il cinema italiano torni a trionfare nella notte degli Oscar 2017, e quindi tutti gli occhi sono puntati su Gianfranco Rosi e il suo Fuocoammare.

Da un anno Rosi gira il mondo con il suo documentario sui migranti che oggi lo porta a un passo dall’Oscar: ha provato a dire tutto sul grande cuore di Lampedusa, sulla solidarietà come pratica naturale e quotidiana messa in campo dagli isolani, sulla necessità di un cambio di passo nella politica dell’accoglienza.

Alla proiezione ufficiale nella sede dell’Academy dei documentari candidati, il pubblico di addetti ai lavori si è alzato in piedi in una commossa standing ovation.

Lui, dal canto suo, su una possibile vittoria: «Potrebbe anche essere, ma al punto in cui siamo non faccio ipotesi. Comunque vada, domenica prossima, io ho già vinto. So di aver fatto un film politico a prescindere, quando ho cominciato a girare nessuno parlava di migranti in questi termini e alle proiezioni di New York e di Toronto non è stato sollevato nessun caso. Oggi è diverso, è come se il film si fosse adattato al clima politico che il Paese sta respirando».

“E’ già una vittoria essere qui – ha detto poi Rosi al quotidiano La Sicilia – se ‘Fuocoammare’ non dovesse prendere l’Oscar, non parlate di flop. Tutto questo per me è già un successo”.

“Voglio vedere se fra qualche anno diremo che non sapevano. Ora tutti sanno, ora non ci sono scuse”, ha concluso.

Ora tutti sanno anche perché Fuocoammare è stato comprato in 64 paesi, ha partecipato a 50 festival.

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