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Gli scienziati hanno scoperto come rallentare l’invecchiamento

VEB Mag 15, 2024

Recenti scoperte hanno rivelato nuovi metodi per rallentare l’invecchiamento, mettendo in luce l’importanza della sincronizzazione tra gli orologi biologici centrali e locali.

Gli scienziati hanno scoperto come rallentare invecchiamento
foto@pixabay

Anche se l’orologio biologico locale può prendere il posto di quello centrale, un disallineamento del ritmo vitale da parte dell’orologio centrale può danneggiare i tessuti locali.

Studi sui topi hanno dimostrato che mantenere sincronizzati gli orologi biologici del cervello e dei tessuti può aiutare a preservare la salute e rallentare l’invecchiamento. Queste ricerche, condotte da scienziati spagnoli e pubblicate su Science e Cell, hanno confermato che il ritmo circadiano, scoperto negli anni ’70, non è governato da un solo orologio biologico ma da molti. Il nucleo soprachiasmatico nel cervello funge da orologio principale, ma anche i tessuti possiedono un loro ritmo vitale, influenzando il metabolismo, la produzione di energia nei mitocondri e la riparazione del DNA.

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I ricercatori delle università di Barcellona e Pompeu Fabra hanno investigato la sincronizzazione tra gli orologi centrali e periferici, scoprendo che circa il 15% delle operazioni circadiane è gestito in modo autonomo dagli orologi locali.

Nei loro esperimenti, topi privati del gene Bmal1, cruciale per il ritmo circadiano, mostravano un invecchiamento accelerato, con muscoli più deboli. Tuttavia, ripristinando la funzione del gene Bmal1 nei tessuti muscolari e cutanei, il ritmo di rigenerazione dei tessuti si adattava ai tempi di alimentazione, assumendo la funzione dell’orologio biologico centrale. Nei topi con un ritmo biologico ristabilito, il deterioramento dei muscoli, del metabolismo e delle funzioni motorie risultava ridotto.

Il dott. Pura Muñoz-Cánoves dell’UPF ha evidenziato che una minima interazione tra due tessuti diversi (uno centrale e uno periferico) è essenziale per il corretto funzionamento dei muscoli e per prevenire il degrado e l’invecchiamento. Identificare questo meccanismo di segnalazione potrebbe portare a nuove applicazioni terapeutiche.

In un ulteriore studio sul ruolo della pelle, è emerso che l’orologio circadiano centrale può mantenere la routine quotidiana dei tessuti anche in assenza del funzionamento dell’orologio locale. Tuttavia, ciò può causare problemi, come un picco di replicazione del DNA durante il giorno, aumentando il rischio di errori e mutazioni a causa della maggiore esposizione ai raggi ultravioletti. Per un funzionamento ottimale, è quindi necessario che l’orologio centrale e quello locale lavorino in sinergia.

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