Depressione post partum, il dramma vissuto da Kathy Di Vincenzo
Depressione post partum, il dramma vissuto da Kathy Di Vincenzo

La vera depressione post partum, il grave problema vissuto da Kathy Di Vincenzo.

Gli uomini sovente non se ne rendono conto, e tendono a sottovalutarla con insostenibile leggerezza. L’insostenibile leggerezza degli uomini.

Per i quali, una volta uscito il bambino, il più è fatto: la donna ha passato un brutto momento fisico, è ingrassata, ha avuto le doglie, ma poi la strada è in discesa. Si tratta solo di gestire al meglio il proprio figlio.

E invece spesso non è così, perché al degrado fisico si può aggiungere, dopo il parto, un degrado mentale, uno scombussolamento insospettabile e terribilmente forte che coglie la donna del tutto impreparata e può avere anche dei riverberi importanti sulla vita familiare.

E allora via con lo psicologo, con la psicoanalisi, con i consigli della mamma, della suocera, dell’amica, della vicina. E spesso non servono a niente.

Specialmente se la puerpera ha un carattere fragile. In quel caso potrà far ricorso a medicine, ma non sempre le risolvono il problema, che può protrarsi anche per molto tempo.

E’ successo pure a Kathy Di Vincenzo, che su Facebook ha messo un post diventato subito virale, come si suol dire.

“Afferma decisa Kathy: Dimostriamo agli altri che non si deve per forza soffrire in silenzio. E’ possibile che vi sentiate piuttosto a disagio ora (fidatevi, anche io mi sento così). Sto per sfidarvi ad andare oltre quell’imbarazzo che la società ha posto intorno alla depressione post-partum e ad ascoltarmi”.

E così la signora mette a confronto le due foto per illustrare le conseguenze della depressione post-partum.

Prosegue Kathy: “La verità è che entrambe le foto rappresentano la mia vita, a seconda del giorno. Ma mi sarei sentita molto più a mio agio a condividere solo una di queste realtà, ed è questo il punto. L’unica cosa più stancante dell’avere questi problemi è far finta, nella quotidianità, di non averli”.

“Lavoro il doppio e più duramente per nascondere questa realtà da voi, perché ho paura che mi facciate sentire a disagio. Ho paura che pensiate che io sia debole, pazza, una madre terribile e altre milioni di cose che mi suggerisce la mia mente, e so di non essere l’unica ad avere questi pensieri. Abbiamo bisogno di smetterla di pensare che quello successivo al parto sia un periodo euforico, perché per una persona su sette non lo è”.

Per le altre sei però, sì. E meno male.

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