Il posto migliore per l’astronomia? L’Antartide

Eleonora Gitto

Il posto migliore per l’astronomia? L’Antartide.

Gli astronomi e astrofili di tutto il mondo sono alla ricerca costante dei migliori siti per fare osservazioni visuali, ricerche scientifiche, riprendere immagini del cielo.

Non c’è bisogno di posti particolari, quando si tratta di osservare e riprendere oggetti vicini, come il Sole, la Luna e i pianeti del sistema solare.

Quando invece di tratta di riprendere pianeti che si trovano intorno ad altre stelle, oppure si vogliono osservare e fotografare oggetti cosiddetti Deep Sky, di cielo profondo, un buon sito diviene indispensabile.

E un buon sito deve essere innanzitutto il più lontano possibile dall’inquinamento luminoso, in secondo luogo deve risentire poco di turbolenze atmosferiche, venti, umidità.

Il luogo deve essere cioè calmo, secco, e lontano dalle luci. E il luogo è stato trovato in Antartide: si chiama Dome A.

Si trova in un posto quasi inaccessibile: freddissimo, a oltre 4.000 metri di quota, sulla cima più alta del continente antartico.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di scienziati coordinato dall’astronomo Sheng-Cai Shi, del Purple Mountain Observatory in Cina.

Il sito potrebbe essere particolarmente utile per le osservazioni all’infrarosso. Ma vale la pena di arrivare fino lassù, dove le condizioni di vita sono quasi proibitive? Probabilmente sì: per amore della scienza questo e altro.

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