In Cina, i distributori automatici di animali domestici hanno alimentato accesi dibattiti online per mesi, rivelando un lato ancora più problematico del già controverso modello di “economia senza personale”.

La questione ha attirato l’attenzione pubblica lo scorso maggio, quando distributori automatici contenenti animali vivi sono stati avvistati in città come Pechino e Shanghai. Le immagini di gatti rinchiusi in spazi trasparenti, appena sufficienti per muoversi, hanno scatenato indignazione. Tuttavia, recenti resoconti di media locali hanno rivelato un aspetto ancora più preoccupante di questa pratica commerciale.
Gli animali, spesso visibili attraverso vetrine che li mostrano intenti a miagolare come per richiamare l’attenzione, vengono presentati come “gratuiti”, persino quando si tratta di razze pregiate solitamente vendute a caro prezzo. Ma c’è un inganno dietro questa apparente generosità.
All’interno di un grande centro commerciale di Shanghai, ad esempio, una fila di contenitori ospita gatti di razze costose e ibridi, offerti senza costo diretto. Per adottarli, basta telefonare, firmare un contratto e portarli a casa. Sembrerebbe un’opportunità unica, almeno fino al momento in cui arriva la prima fattura mensile per i prodotti obbligatori legati al loro mantenimento.
Un esempio emblematico è quello di Yuan, una residente di Shanghai, raccontato dal quotidiano cinese Youth Daily. Yuan si è lasciata conquistare da un cucciolo di American Shorthair di tre mesi, esposto in un centro commerciale. Senza pensarci troppo, ha firmato il contratto e portato il gattino a casa. Solo successivamente ha scoperto che avrebbe dovuto pagare una quota mensile di 800 yuan (circa 110 dollari) per cibo e lettiera, per un totale di 24 mesi. Alla fine, il gatto si è rivelato molto più costoso di quanto sarebbe stato acquistandolo da un allevatore.
“Era così adorabile che non abbiamo resistito, ma i prezzi delle forniture obbligatorie sono esorbitanti e nemmeno di marca conosciuta“, ha dichiarato Yuan ai giornalisti.
Questa esperienza non è isolata. Numerose persone in Cina hanno denunciato situazioni simili, in cui si sono sentite vittime di truffe orchestrate da commercianti senza scrupoli. In alcuni casi, i debiti accumulati hanno raggiunto cifre considerevoli, come nel caso di una donna che ha dovuto continuare a pagare rate mensili per un animale morto improvvisamente mesi prima. I contratti firmati, infatti, spesso prevedono clausole che obbligano al pagamento anche in caso di perdita o decesso dell’animale, giustificate dai negozianti come strumenti per garantire il benessere degli animali e prevenire abbandoni.
“Il nostro obiettivo principale è assicurare che i gatti non vengano maltrattati o abbandonati una volta adottati“, ha spiegato un dipendente di un negozio di animali a News Weekly, riferendosi ai contratti biennali imposti agli adottanti.
Nei forum dedicati agli animali domestici, molte persone condividono storie simili, descrivendo l’adozione di “gatti gratuiti” come un’illusione che nasconde costi elevati e obblighi contrattuali gravosi. Nonostante le critiche, i negozianti continuano a difendere il modello, sostenendo che protegge gli animali. Gli esperti legali, tuttavia, mettono in guardia contro il prendere decisioni impulsive e raccomandano di leggere attentamente i contratti per evitare sorprese economiche.
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