Ipertensione, è un algoritmo a decidere la diagnosi appropriata

Le malattie cardiovascolari sono certamente tra le più diffuse, in Italia e nel mondo, complice uno stile di vita fin troppo sedentario ed un’alimentazione rocca di grassi e di sale.

Solo di pressione alta ne soffrono un italiano su 4: un esercito di ipertesi che spesso non sa neppure di esserlo, non correggendo quindi il proprio stile di vita e non assumendo una terapia idonea.

Assumere invece quotidianamente i farmaci giusti è invece fondamentale per non rischiare che l’ipertensione porti a conseguenze molto più gravi e persino letali.

Migliorare le cure è perciò fondamentale e un primo passo per riuscirci è far sì che i medicinali prescritti siano i più adatti a ciascuno, non uno di più non uno di meno, associati a uno stile di vita altrettanto adeguato.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha presentato a Roma il nuovo algoritmo sull’ipertensione arteriosa, realizzato dall’Agenzia in collaborazione con la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA). Il percorso decisionale terapeutico – che rappresenta uno strumento di orientamento alle strategie prescrittive – è stato illustrato dal Presidente dell’AIFA, Sergio Pecorelli, dal Direttore Generale, Luca Pani, e dal presidente della SIIA, Claudio Borghi.

“L’intento è permettere al medico verosimilmente di arrivare più rapidamente a una decisione dal punto di vista terapeutico e al paziente di comprendere l’appropriatezza di quello che sta facendo e trarre informazioni sull’adeguatezza del trattamento – spiega Claudio Borghi, presidente Siia – Oggi il paziente tende ad assumere la terapia in modo efficace se è consapevole”.

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