I confini del welfare si fanno fluidi, disegnando nuove opportunità per le famiglie che si muovono tra gli Stati membri. Dal 1° gennaio 2026, la Germania ha introdotto un aggiornamento significativo al suo sistema di sostegno familiare: il Kindergeld, l’assegno per i figli, è salito a 259 euro al mese per ogni singolo figlio.
Non si tratta di una misura riservata esclusivamente ai cittadini tedeschi. Grazie alle normative comunitarie sulla libera circolazione e sulla sicurezza sociale, questa cifra spetta di diritto a moltissimi lavoratori italiani che operano sul territorio tedesco, anche qualora i loro figli siano rimasti a vivere in Italia. Un paradosso burocratico positivo che sta cambiando l’economia domestica di migliaia di nuclei familiari, ma che richiede una conoscenza approfondita delle regole per essere gestito correttamente.

Un modello di welfare in evoluzione: il contesto del 2026
La Germania prosegue nel suo percorso di rafforzamento delle politiche nataliste. Se nel 2025 la cifra era fissata a 255 euro, l’adeguamento scattato con il nuovo anno riflette la volontà di Berlino di contrastare l’inflazione e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.
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A differenza dell’Assegno Unico italiano, che è fortemente parametrato sull’ISEE e sulla condizione reddituale e patrimoniale del nucleo, il Kindergeld tedesco si distingue per la sua universalità. L’importo di 259 euro è fisso, indipendentemente dal reddito dei genitori. Che siate un alto dirigente a Francoforte o un operaio a Stoccarda, lo Stato tedesco riconosce la medesima cifra base per ogni figlio a carico.
Perché gli italiani hanno diritto al Kindergeld?
Il principio cardine è quello della competenza primaria. Se un genitore lavora in Germania e versa i contributi al sistema previdenziale tedesco, è la Germania a dover garantire le prestazioni familiari.
- Lavoratori residenti: Italiani che vivono stabilmente in Germania con i figli.
- Lavoratori transfrontalieri o distaccati: Coloro che mantengono la residenza fiscale o familiare in Italia ma lavorano prevalentemente per datori di lavoro tedeschi.
- Figli in Italia: Questo è il punto che suscita maggiore curiosità. Se il richiedente lavora in Germania, ha diritto al Kindergeld anche se i figli risiedono in Italia, a patto di dimostrare il legame di mantenimento e la regolarità della posizione lavorativa.
In questi casi, entra in gioco il meccanismo del differenziale europeo. Se l’importo erogato dall’INPS (Assegno Unico) è inferiore ai 259 euro previsti dalla Germania, la Familienkasse (la Cassa Familiare tedesca) è tenuta a versare la differenza. Se invece in Italia non si percepisce alcun assegno, la Germania copre l’intero importo.
Esempi concreti: scenari tra Roma e Berlino
Per capire l’impatto reale di questa misura, analizziamo due situazioni tipo.
- La famiglia a Monaco di Baviera: Una coppia di italiani residenti a Monaco con tre figli piccoli. Dal 2026, riceveranno direttamente sul conto tedesco 777 euro al mese (259 x 3). È un sostegno certo, che non varia con le oscillazioni del bonus ISEE e che garantisce una base solida per le spese scolastiche e quotidiane.
- Il lavoratore “distaccato”: Un padre che lavora per un’azienda di logistica a Lipsia, mentre la moglie e i due figli vivono a Napoli. Se l’Assegno Unico italiano per i due figli ammonta, ipoteticamente, a 400 euro totali, il lavoratore può richiedere alla Germania l’integrazione fino ad arrivare ai 518 euro (259 x 2) previsti dalla legge tedesca.

L’impatto sociale: oltre il semplice sussidio
Il passaggio a 259 euro non è solo un dato numerico. Rappresenta una visione di società dove il figlio è considerato un “bene pubblico” da sostenere con investimenti diretti. Per le famiglie italiane in Germania, questa stabilità permette una pianificazione a lungo termine che spesso in Italia risulta difficile.
Tuttavia, il sistema non è privo di complessità. La burocrazia tedesca è rigorosa: la richiesta non è automatica. È necessario presentare il modulo KG1 e, nel caso di figli residenti all’estero, l’allegato KG51bis. La documentazione deve essere impeccabile, includendo certificati di nascita multilingue e prove certe della residenza e del percorso scolastico dei figli.
Uno sguardo al futuro: verso un welfare europeo integrato?
Il caso del Kindergeld 2026 solleva una questione più ampia: siamo vicini a un sistema di protezione sociale europeo armonizzato? Mentre la Germania alza l’asticella, altri Paesi osservano. Per i cittadini italiani, questa opportunità rappresenta un ponte economico fondamentale, ma anche uno stimolo a comprendere meglio i propri diritti all’interno dell’Unione.
Il futuro vedrà probabilmente una digitalizzazione sempre più spinta di queste richieste. Già oggi, attraverso i portali della Bundesagentur für Arbeit, è possibile avviare le pratiche online, riducendo i tempi di attesa che, storicamente, potevano arrivare anche a diversi mesi.
Come muoversi tra moduli e scadenze
Gestire una pratica transfrontaliera richiede attenzione. Non basta “sapere di avere diritto”, bisogna saperlo dimostrare. Molte famiglie perdono mesi di arretrati (che possono essere recuperati solo fino a sei mesi retroattivamente rispetto alla data di presentazione della domanda) a causa di errori formali o ritardi nella comunicazione delle variazioni (come il cambio di residenza o il superamento dei 18 anni di età del figlio).
Esistono dettagli tecnici fondamentali: fino a che età è garantito l’assegno se il figlio studia? Cosa succede se il figlio inizia un tirocinio pagato? E come si coordina esattamente il flusso di cassa tra INPS e Familienkasse per evitare doppie erogazioni che andrebbero poi restituite?
Queste risposte richiedono una guida tecnica dettagliata, che analizzi i codici fiscali necessari, gli uffici competenti città per città e le casistiche particolari legate alla disabilità o ai figli maggiorenni.
Per approfondire l’intero iter burocratico, scaricare la modulistica aggiornata 2026 e consultare la guida passo-passo su come richiedere l’integrazione dall’Italia, vi invitiamo a consultare lo speciale completo sul nostro portale.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




