La vita dopo la morte: Ho visto com’è l’inferno

Redazione

Un uomo dichiarato morto in seguito ad un incidente d’auto ha rivelato di aver visto l’Inferno nell’aldilà e ora ha raccontato la sua terrificante esperienza di pre-morte (NDE).

A seguito di un incidente d’auto, Jeff (così chiamato per questioni di privacy) crede di aver visto l’inferno.

La vita dopo la morte Ho visto inferno

L’uomo ha detto che poteva sentire mille braccia aggrapparsi a lui nella sua esperienza dell’aldilà.

Tuttavia, ha detto che non poteva vedere i loro volti mentre descriveva l’evento come “molto etereo“.

Jeff ha scritto sulla Near Death Experience Research Foundation (NDERF):

Ero sull’orlo di una scogliera che entrava in un profondo abisso di oscurità pieno di migliaia di persone con le braccia tese verso di me Non vedevo volti, ma ho visto le braccia tese“.

Quando ho iniziato ad entrare nel vuoto, sono stato strappato indietro dal bordo da una forza invisibile e ho sentito le parole: ‘Non è il tuo momento; non ho ancora finito con te.’

L’istante successivo mia moglie mi ha tirato giù dalla macchina e mi ha rianimato.

Jeff ha poi detto che era tornato nella realtà, ma dice che l’esperienza lo ha lasciato convinto della vita dopo la morte.

I ricercatori, tuttavia, non sono così certi e ritengono che il fenomeno delle NDE sia in realtà associato a un aumento dell’attività cerebrale.

Scienziati dell’Università del Michigan sono giunti a questa conclusione dopo aver indotto clinicamente l’arresto cardiaco nei ratti monitorando contemporaneamente la loro attività cerebrale.

Hanno riscontrato un enorme aumento dell’attività cerebrale negli ultimi 30 secondi di vita dei roditori.

Jimo Borjigin, PhD, professore associato di fisiologia molecolare e integrativa e professore associato di neurologia, ha dichiarato: “Questo studio, eseguito su animali, è il primo che tratta di ciò che accade allo stato neurofisiologico del cervello morente“.

Abbiamo pensato che se l’esperienza di pre-morte deriva dall’attività cerebrale, i correlati neurali della coscienza dovrebbero essere identificabili negli esseri umani o negli animali anche dopo la cessazione del flusso sanguigno cerebrale“.

In sostanza, se il cervello è più attivo, si potrebbero avere visioni vivide, che li portano a credere di aver visto l’aldilà.

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