Sbadiglio si può dire che è ufficialmente contagioso

Eleonora Gitto

Da cosa deriva lo sbadiglio? Per ognuno di noi è sintomo di noia o di stanchezza, ma in realtà il gesto dello sbadiglio è ancora sconosciuto, quel che è certo però è che come molti immaginavano, il gesto è contagioso, quante volte ci è capitato di “seguire a ruota” un’altra persona che stava sbadigliando, o magari farci seguire a ruota nostra volta dopo aver sbadigliato? Beh quello che sembrava solo un concetto puramente teorico è una realtà ufficiale. Lo sbadiglio è tanto sconosciuto, quanto contagioso.

Una delle poche cose veramente misteriose al mondo è lo sbadiglio. Di solito sbadigliamo quando siamo stanchi, quando siamo annoiati, quando semplicemente abbiamo sonno. Ma anche quando siamo nervosi.

In realtà la cosa non è nemmeno così semplice e questo gesto più o meno ordinario, quotidiano, porta con sé un alone di mistero difficilmente comprensibile.

Ci capita a volte di sbadigliare all’unisono, ma veramente all’unisono con qualcun altro, come se si fosse verificata improvvisamente all’esterno di noi una condizione che ha fatto scattare la molla.

Eppure ci sembrava che non fosse successo niente di particolare. Così come a volte capita di incrociare una persona che si gira e viene colta a sbadigliare, stranamente, in contemporanea con noi.

E a volte, qualcuno giura, capita pure che due persone, senza una ragione apparente, sbadiglino in contemporanea stando al telefono. Nessun contatto visivo, quindi, e una quasi totale assenza di contatti sensoriali se non quello della voce.

E allora, che succede? Come si spiega il mistero dello sbadiglio? E come si spiega la sua contagiosità? Ma la scienza prova a darci una mano con qualche spiegazione.

Tutto pare dipendere dal cervello. L’università di Nottingham ha studiato a fondo il caso con un suo team di ricercatori, i quali hanno pubblicato uno studio sulla prestigiosa rivista scientifica Current Biology. Lo sbadiglio contagioso viene generato da alcuni riflessi che si trovano in una determinata area del cervello.

Stephen Jackson, coordinatore della ricerca, spiega: “Il nostro studio è utile per capire meglio l’associazione tra l’eccitabilità e sensibilità motoria, e il presentarsi degli ecofenomeni anche in molte malattie. Se possiamo capire come le alterazioni dell’eccitabilità della corteccia del cervello portino ai disordini neurologici, possiamo anche annullarle”.

“Stiamo cercando – continua l’esperto – di sviluppare una terapia non farmacologica e personalizzata, attraverso la stimolazione magnetica transcranica, per modulare questi squilibri nelle reti del cervello. Si genera così un ecofenomeno, vale a dire l’imitazione non volontaria di quello che una persona che ci sta davanti ha appena detto o fatto. E non serve provare a trattenersi, perché più si prova a non sbadigliare, più saremo portati a farlo”.

Da parte sua, Georgina Jackson, neuropsicologa, aggiunge: Il desiderio cresce man mano che si cerca di reprimerlo. Con la stimolazione elettrica abbiamo aumentato l’eccitabilità e la propensione allo sbadiglio contagioso. In chi ha la sindrome di Tourette, se possiamo ridurre l’eccitabilità della corteccia ad esempio, si possono diminuire i tic”.

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