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Giganti: le montagne da 100 chilometri che non sapevi esistessero

Angela Gemito Feb 16, 2026

Quando pensiamo al limite massimo della verticalità sul nostro pianeta, il pensiero corre immediatamente agli 8.848 metri del Monte Everest. È il confine del mondo, il punto in cui l’ossigeno si rarefà e l’uomo sfida le leggi della biologia. Eppure, se solleviamo lo sguardo verso il sistema solare o, paradossalmente, se lo abbassiamo verso le profondità del mantello terrestre, scopriamo che l’Everest è poco più di una duna di sabbia.

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Esistono strutture geologiche, alcune fatte di roccia e altre di plasma o energia termica, che ridisegnano completamente il concetto di “altezza“. Esplorare queste vette non significa solo fare una comparazione tra numeri, ma mettere in discussione la nostra comprensione della fisica planetaria.

Il limite della roccia: perché l’Everest non può crescere ancora?

Per capire come possano esistere montagne cento volte più alte di quelle terrestri, dobbiamo prima chiederci perché le nostre siano così “basse”. Sulla Terra esiste un limite fisico insormontabile dettato dalla gravità e dalla plasticità della crosta. Se una montagna diventasse eccessivamente massiccia, la pressione alla sua base sarebbe tale da liquefare le rocce, facendola sprofondare nel mantello sottostante.

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L’Everest è, in un certo senso, il massimo sforzo consentito dalla gravità terrestre. Ma basta cambiare scenario, diminuire la forza di attrazione o spostarsi su corpi celesti con croste più rigide, per vedere la geografia impazzire.

Il gigante vicino di casa: Olympus Mons

Il primo confronto che demolisce il primato dell’Everest lo troviamo su Marte. Il Monte Olimpo (Olympus Mons) si staglia per circa 25 chilometri sopra il livello medio della superficie marziana. È tre volte più alto dell’Everest, ma la sua vera particolarità è l’estensione: la sua base è vasta quanto l’intera Francia.

Su Marte, la gravità ridotta (circa un terzo di quella terrestre) permette alla struttura di svettare senza collassare sotto il proprio peso. Immaginate una scalata che non termina dove finisce l’aria, ma dove inizia letteralmente lo spazio profondo. Se vi trovaste sulla sommità dell’Olympus Mons, non vedreste l’orizzonte curvarsi sotto di voi; sareste già, tecnicamente, fuori dall’atmosfera densa del pianeta.

Oltre il visibile: le “montagne” nel cuore della Terra

La vera rivoluzione scientifica degli ultimi anni riguarda però ciò che si trova sotto i nostri piedi. I geofisici hanno identificato le LLVPs (Large Low-Shear-Velocity Provinces), enormi masse di materiale denso situate al confine tra il nucleo e il mantello terrestre, a circa 2.900 chilometri di profondità.

Queste strutture vengono spesso definite “montagne sotterranee” o “super-pennacchi”. Sebbene non siano fatte di granito esposto all’aria, si comportano come rilievi colossali all’interno di un oceano di magma viscoso. Alcune di queste formazioni raggiungono altezze che superano i 100 chilometri. In proporzione, l’Everest è una rugosità trascurabile rispetto a queste protuberanze interne che influenzano il campo magnetico terrestre e la deriva dei continenti.

La scala cosmica: picchi da 1.000 chilometri

Se però vogliamo parlare di strutture che superano l’Everest di 100 o 1.000 volte, dobbiamo abbandonare il concetto di “solido” ed entrare nel regno della fisica stellare.

Nelle stelle di neutroni, corpi celesti con una densità inimmaginabile (un cucchiaino di materia peserebbe miliardi di tonnellate), la superficie è incredibilmente liscia a causa di una gravità estrema. Tuttavia, gli astronomi teorizzano l’esistenza di “montagne” di dimensioni millimetriche. Sembra un paradosso, ma data la densità e le forze in gioco, una protuberanza di un centimetro su una stella di neutroni richiede un’energia di formazione superiore a quella di un intero sistema montuoso terrestre.

Al contrario, se guardiamo alle protuberanze solari — archi di plasma che si innalzano dalla fotosfera — parliamo di strutture che si proiettano nello spazio per oltre 800.000 chilometri. Se consideriamo queste formazioni come “rilievi” (seppur fluidi e magnetici) rispetto alla superficie della stella, il paragone con l’Everest diventa quasi ridicolo. Queste torri di fuoco sono quasi 100.000 volte più alte della vetta più celebre della Terra.

L’impatto sulla percezione umana

Perché ci affascina così tanto scoprire che l’Everest non è il vertice dell’universo? La risposta risiede nella nostra necessità di ricalibrare costantemente il senso del possibile. Sapere che esistono montagne di 100 chilometri nel cuore del pianeta o vulcani che sfiorano le stelle su Marte cambia il modo in cui guardiamo il paesaggio fuori dalla finestra.

La geologia non è più una scienza statica fatta di pietre e polvere, ma una narrazione di forze titaniche in perenne lotta. Le montagne terrestri sono il risultato di un equilibrio delicatissimo tra la spinta tettonica che le vuole innalzare e la gravità che le vuole abbattere. Studiare i giganti del sistema solare ci aiuta a capire quanto sia fragile e prezioso questo equilibrio che permette la vita sul nostro pianeta.

Uno scenario in evoluzione

Con l’avanzare delle tecniche di tomografia sismica e l’invio di nuove sonde su satelliti distanti (come Io, la luna di Giove, che ospita picchi vulcanici deformati da maree gravitazionali mostruose), la lista delle vette che superano i nostri standard è destinata ad allungarsi.

Siamo solo all’inizio di una nuova era di esplorazione geografica, che non si limita più alla superficie visibile. Le mappe del futuro includeranno i rilievi sottomarini, le masse termiche del mantello e le vette ghiacciate dei mondi esterni, dove le leggi della fisica permettono alla materia di sfidare il cielo in modi che sulla Terra restano confinati alla fantascienza.

Cosa definisce davvero una montagna? È l’altezza misurata in metri, o l’influenza che esercita sull’ambiente circostante? Forse, la vera altezza di una vetta si misura nella capacità di spostare i nostri confini mentali un po’ più in là, verso l’ignoto.

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Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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