Morbillo: vaccinazione alla base di tutto e pericolo tubercolosi

Eleonora Gitto

Si torna a parlare di vaccini, legati al morbillo in questo caso, a dire la sua è il primario per le malattie infettive di Empoli, si tratta di una vaccinazione con doppia valenza visto che si parla anche di pericolosità “tubercolosi”, dunque  a quanto pare: è bene vaccinarsi contro il morbillo perché questa malattia può essere addirittura più pericolosa della tubercolosi.

Paolo Filidei, Primario di Malattie Infettive all’Ospedale San Giuseppe di Empoli, avverte: “A differenza della meningite, la tubercolosi ha un’incubazione più lunga, per questo si devono indagare i contatti più stretti avuti dal malato almeno nei tre mesi precedenti. Eppure, sebbene sia una delle infezioni che fa paura solo a nominarla, è scarsamente contagiosa rispetto alle altre. Ha una mortalità molto bassa e una diffusione molto contenuta. Mi preoccuperei molto di più del morbillo”.

“Senza la vaccinazione – prosegue Filidei – i rischi cui andrebbero incontro i bambini sarebbero più seri. La tubercolosi ha un’incidenza molto bassa in Italia, ed è diffusa in alcuni gruppi di popolazione proprio perché provenienti da Paesi stranieri in cui è più presente, ma è una patologia da cui oggi si guarisce completamente e senza conseguenze, se diagnosticata in tempo. La mortalità in Italia per la tubercolosi è sotto l’1%. Il vaccino per la tubercolosi esiste, ma è poco efficace”.

Paolo Filidei da tre anni si sta occupando dl contagio da meningite C in Toscana, e ha un’esperienza non indifferente in questo campo. Su questa malattia e sul parallelo con la tubercolosi, prosegue: “Le terapie per la tubercolosi funzionano. Anche se per vincere la malattia servono dei mesi. Ma il fegato di un bambino può sopportare bene il periodo di somministrazione degli antibiotici. E per chi risulta positivo, la profilassi dura due mesi”.

“Una scocciatura, certo, ma superabile senza strascichi. Ripeto, mi allarmerei di più se il morbillo colpisse un paziente non vaccinato. Fortunatamente da noi l’onda No-Vax non ha sfondato. Anche se la vaccinazione è lievemente in calo, è comunque sueriore al 90%, tale da raggiungere l’immunità di gregge”.

“L’immunità di gregge è una forma di protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione, o di un allevamento, finisce con il fornire una tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità”. La fonte è Wikipedia. Sarebbe bene che tutti ne prendessimo nota, compresi i No-Vax.

Il bene della salute pubblica è superiore a qualsiasi salute di tipo individuale. Le vaccinazioni tutelano la salute pubblica in primo luogo, e tutelando questa salvaguardano la salute di ognuno.

Viceversa, chi tende a tutelarsi da solo, non è detto che salvaguardi la salute di tutti. Come nel caso di chi non intende vaccinare i propri figli, naturalmente.

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