Obesità, la chirurgia bariatrica è una valida alternativa?
Obesita chirurgia bariatrica valida alternativa

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Siamo infatti di fronte a una vera e propria epidemia globale, che si sta diffondendo in molti Paesi e che può causare, in assenza di un’azione immediata, problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni.

Si parla di obesità quando l’indice di massa corporea di un individuo (il valore che si ottiene dividendo il peso in kg per l’altezza in metri elevata al quadrato) supera il valore di 30.

Una minoranza di casi ha origine genetica o si correla ad alterazioni ormonali e metaboliche, ma per lo più l’obesità è favorita da eccessi alimentari o da un’alimentazione errata, con apporto eccessivo di grassi a scapito di zuccheri e fibre, sedentarietà e farmaci (per esempio antipsicoticiantiepilettici, antidepressivicorticosteroidi).

Obesità e sovrappeso sono condizioni associate a morte prematura e ormai universalmente riconosciute come fattori di rischio per le principali malattie croniche. Un problema particolarmente grave soprattutto per via dell’insorgenza dell’obesità anche tra bambini e adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico.

Per quanto riguarda i rimedi, la cura si deve basare in primis su un regime dietetico adeguato e sul cambiamento dello stile di vita (aumento dell’attività motoria e quindi del dispendio calorico).

I farmaci, soprattutto nei casi gravi, devono essere prescritti dal medico e impiegati sempre in maniera ragionata, nel contesto di un approccio complessivo che preveda un supporto psicologico, comportamentale ed educazionale.

Negli ultimi anni, soprattutto quando si parla di obesità grave, sta prendendo sempre più piede la chirurgia bariatrica, con tutti i suoi pro e i suoi contro.

Obesita la chirurgia bariatrica valida alternativa

La chirurgia bariatrica include una varietà di procedure che promuovono la perdita di peso, riducendo l’assunzione e/o l’assorbimento degli alimenti. La perdita di peso si può ottenere riducendo la dimensione dello stomaco con un bendaggio gastrico, mediante resezione chirurgica (gastrectomia verticale parziale o diversione biliopancreatica con switch duodenale) oppure attraverso la creazione di una piccola tasca gastrica collegata direttamente ad una sezione dell’intestino tenue (bypass gastrico e varianti).

La chirurgia bariatrica è un intervento di chirurgia generale, e in quanto tale può comportare dei rischi. Nel 95-97% dei casi la chirurgia bariatrica è senza complicazioni, ma purtroppo esiste almeno un 3% di rischio di complicazione da prendere in considerazione. Il tasso di mortalità nei centri ad alto volume, dove si eseguono tanti interventi tutti gli anni, a livello internazionale è registrato come inferiore al 2 x 1000. La maggior parte degli interventi di chirurgia generale ha un rischio di mortalità molto maggiore.

Nell’ultimo studio pubblicato sul «Journal of the American Medical Association» il beneficio di sottoporsi a un intervento del genere è stato misurato a lungo termine (fino a dieci anni dopo) e rispetto al fine ultimo dell’intervento: l’aumento della sopravvivenza.

«A parità di peso di partenza, tra le persone che non si operano abbiamo registrato tassi di morte doppi rispetto a chi invece aveva avuto l’opportunità di perdere peso ricorrendo al bisturi», afferma Philip Greenland, docente di medicina preventiva alla Northwestern University e coautore della pubblicazione.

Lo studio ha posto a confronto 8385 persone sottoposte a una procedura di chirurgia bariatrica – bendaggio gastrico, bypass, gastrectomia verticale – con 25155 obesi non operati. La loro età media era di 46 anni e l’indice di massa corporea – ovvero la grandezza che rapporta il peso corporeo all’altezza – pari a 40.

L’osservazione per due lustri ha permesso di andare oltre quelli che erano i benefici finora dimostrati, cioè  un miglior controllo dell’ipertensione e del diabete di tipo 2, a loro volta già fattori di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori.  Ci si è concentrati su altri aspetti come l’assorbimento di nutrienti e la comparsa di forme di anemia dovuta alla carenza di ferro. I pazienti operati non sono risultati più esposti a queste conseguenze, rispetto a coloro che non avevano avuto modo di veder ridurre il proprio peso corporeo ricorrendo al bisturi.

Altri esperti comunque hanno dichiarato che la chirurgia bariatrica può certamente incrementare l’aspettativa di vita ma non bisogna trascurare eventuali complicanze, che possono essere anche gravi, collegate specialmente all’anomalo assorbimento di nutrienti essenziali. Ecco perché gli specialisti dovrebbero consigliare gli interventi di chirurgia bariatrica solo ai pazienti con obesità grave.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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