Oncologia, costruite nano navette per uccidere i tumori

Le malattie oncologiche sono la maggiore causa di morbilità e mortalità: nel mondo, ogni anno si registrano circa 14 milioni di nuovi casi e oltre 8 milioni di decessi. Nei prossimi venti anni, si ritiene che il numero di nuovi casi possa aumentare del 70%.

Sono però davanti agli occhi di tutti i progressi fatti nella prevenzione, nella diagnosi e nelle terapie delle varie forme di cancro, che hanno portato a un numero crescente di guarigioni e ad un aumento della sopravvivenza a 5 anni del 18 per cento (soprattutto dal 1991, anno del massimo picco di mortalità), mentre il tasso globale di decessi è calato del 17 per cento.

Merito delle grandi scoperte degli anni ’70 e ’80, a partire dalla chemioterapia, ma anche del recente sviluppo dei nuovi farmaci biologici e “mirati” contro le mutazione genetiche legate ai tumori.

Per alcuni tipi di tumore si è assistito a un vero e proprio crollo dell’indice di mortalità: è il caso del cancro al seno (passato da un indice di mortalità di 32,1 su 100mila abitanti nel 1971 al 22,8 di oggi), per il quale la sopravvivenza a cinque anni è i passata dal 75 per cento del 1971 al 90 per cento di oggi; e del carcinoma del colon-retto (con un indice di mortalità passato dal 29,2 del 1971 all’attuale 16,7), il cui tasso di sopravvivenza dal 50 per cento è salito al 65,8.

Oncologia costruite nano navette per uccidere i tumori

L’ultimo successo in campo oncologico arriva da un recente studio condotto da specialisti italiani dell’Istituto di Tecnologia di Genova, nato con l’obiettivo di poter salvare il più possibile l’organismo del paziente, cercando di colpire, in modo selettivo, esclusivamente le cellule malate di tumore e mantenere inalterate ed intatte quelle sane.

In buona sostanza sono state proprio costruite in Italia, nell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova appunto, grazie a un finanziamento del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc), delle minuscole navette che possono diventare amiche del sistema immunitario, concepite per viaggiare nel corpo umano, riconoscere le cellule di diverse forme di tumore e ucciderle, somministrando loro un farmaco.

Più nello specifico , questo particolare tipo di sistema è stato progettato per riuscire a viaggiare attraverso il flusso del sangue, sarebbe anche in grado di riconoscere i diversi tipi di Cancro e abbatterli in modo estremamente selettivo, attraverso la somministrano di uno specifico farmaco trasportato direttamente alle cellule malate.

L’obiettivo ultimo è avere una nuova generazione di farmaci intelligenti, in grado di curare i tessuti malati senza danneggiare quelli sani. In via di sperimentazione in laboratorio su diverse forme di tumore (come il glioblastoma e il tumore del seno), le nanoparticelle sono state progettare per combinare chemioterapia e immunoterapia, ossia per combattere i tumori con i farmaci e nello stesso tempo rafforzare contro di essi le difese immunitarie.

A livello strutturale, queste armi sono state create in modo da essere soffici come le cellule o dure come le ossa, per riuscire così a confondersi tra esse e sfuggire agli attacchi del sistema immunitario, che se no proverebbe a eliminarle.

La ricerca in questione fa parte del progetto Potent coordinato Paolo Decuzzi, direttore del Laboratorio di Nanomedicina di Precisione dell’Iit.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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