Nelle fitte foreste tropicali dell’America Latina cresce un albero tanto curioso quanto affascinante. È la Socratea exorrhiza, conosciuta come “palma che cammina” per via delle sue strane radici a trampolo. Ma si muove davvero? La scienza ha molto da dire a riguardo.

Socratea exorrhiza: la palma dalle radici sorprendenti
La Socratea exorrhiza è una palma tropicale che può raggiungere i 20-25 metri di altezza. Il suo tratto distintivo sono le radici aeree a trampolo, che partono da diversi metri sopra il suolo per ancorarsi in profondità.
Questa struttura la fa sembrare sollevata da terra, come se camminasse nella giungla. Secondo il folklore locale, l’albero si sposta nel tempo, abbandonando vecchie radici e sviluppandone di nuove per avanzare lentamente verso la luce solare o un terreno più stabile.
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Tuttavia, nessuna prova scientifica supporta questa teoria. Gli studi più recenti hanno dimostrato che, pur cambiando struttura radicale nel tempo, la palma non si muove realmente. Il tronco resta fermo. Solo le radici si rinnovano.
Il mito della palma che cammina: origine e realtà
La leggenda della “palma che cammina” ha affascinato esploratori e turisti per generazioni. L’idea che un albero possa spostarsi nella foresta amazzonica è romantica, quasi magica. Ma come spesso accade, la realtà biologica è ancora più interessante.
Gli scienziati spiegano che il mito è nato dalla forma peculiare delle radici e dai cambiamenti lenti ma visibili nel tempo. Questo potrebbe far pensare che l’albero si muova, ma si tratta di un’illusione dovuta alla decomposizione e rigenerazione delle radici.

In effetti, non esistono alberi capaci di locomozione attiva. Il movimento apparente è solo una ristrutturazione della base dell’albero per adattarsi meglio al terreno e mantenere la stabilità.
Perché ha radici a trampolo se non cammina?
Anche senza “camminare”, le radici della Socratea exorrhiza sono un adattamento ingegnoso all’ambiente ostile delle foreste pluviali tropicali. Ecco i principali vantaggi:
- Stabilità su suoli instabili: Le radici sopraelevate distribuiscono il peso e offrono ancoraggio anche su terreni fangosi o irregolari.
- Crescita più veloce verso la luce: La struttura a trampolo consente all’albero di crescere in altezza rapidamente senza investire in un tronco massiccio.
- Recupero dopo cadute o danni: Se inclinata, la palma può sviluppare nuove radici per raddrizzarsi.
- Adattamento al terreno forestale: Le radici superficiali permettono alla pianta di superare ostacoli o crescere anche su detriti.
Le radici non servono per camminare, ma per sopravvivere e adattarsi a un ecosistema estremamente competitivo e imprevedibile.
Conclusione
La “palma che cammina” è un esempio perfetto di come la natura sappia sorprendere, anche senza bisogno di magie. Pur restando immobile, la Socratea exorrhiza dimostra un’intelligenza evolutiva straordinaria, capace di ispirare miti e leggende.
Per chi desidera approfondire, consigliamo fonti autorevoli come:
Royal Botanic Gardens Kew – Socratea exorrhiza
National Geographic – Walking Palm Myth
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




