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Perché senti dei suoni che non esistono? La scienza dietro i fantasmi dell’udito

Angela Gemito Gen 8, 2026

Ti è mai capitato di sentire il rintocco di un campanello o il vibrare del telefono, per poi scoprire che regnava il silenzio più assoluto? Non sei solo. Quello che potrebbe sembrare un gioco della mente è in realtà un fenomeno neurologico e fisiologico complesso. La scienza stima che circa il 10-15% della popolazione mondiale conviva con la percezione di suoni in assenza di uno stimolo esterno.

Esplorare il motivo per cui il nostro apparato uditivo “inventa” dei rumori significa addentrarsi in un territorio dove biologia, psicologia e neurologia si intrecciano.

Perché senti dei suoni che non esistono

L’acufene: il ronzio che non c’è

La causa più comune e conosciuta di questo fenomeno è l’acufene o tinnitus. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma di un sintomo che indica un malfunzionamento a qualche livello del sistema uditivo. Chi ne soffre descrive fischi, sibili, ronzii o fruscii che possono essere costanti o intermittenti.

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La teoria del guadagno centrale

Secondo i ricercatori della Harvard Medical School, l’acufene è spesso il risultato di un tentativo di compensazione da parte del cervello. Quando le cellule ciliate della coclea subiscono un danno (dovuto all’età o all’esposizione a rumori forti), inviano meno segnali al cervello. Per rimediare a questa mancanza, il sistema nervoso centrale aumenta il proprio “volume” interno, creando un rumore di fondo che prima non esisteva. È un po’ come alzare al massimo il volume di una radio che non riceve segnali: alla fine sentirai solo il fruscio statico.

Le allucinazioni uditive musicali

Un fenomeno meno frequente ma affascinante è la cosiddetta Sindrome dell’Orecchio Musicale (MES). In questo caso, le persone riferiscono di sentire frammenti di canzoni, orchestre o inni religiosi. A differenza delle allucinazioni legate alla schizofrenia, chi soffre di MES è pienamente consapevole che la musica non è reale.

“Il cervello è una macchina programmata per cercare schemi logici. Se viene privato di stimoli uditivi reali, inizia a riempire i vuoti attingendo alla memoria sonora”, spiega il Dr. Neil Bauman, ricercatore specializzato in disturbi uditivi.

Questa condizione colpisce spesso persone anziane con una perdita dell’udito acquisita. Il silenzio forzato spinge la corteccia uditiva a “iper-attivarsi”, pescando frammenti di melodie immagazzinate negli anni.


Cause fisiche e fattori di rischio

Non sempre la colpa è dei neuroni. Esistono cause meccaniche e vascolari che possono generare quelli che vengono chiamati acufeni oggettivi, ovvero suoni che hanno una fonte fisica reale all’interno del corpo.

  1. Ipertensione e problemi vascolari: Un flusso sanguigno turbolento nelle arterie vicino all’orecchio può causare un battito ritmico (acufene pulsante).
  2. Contrazioni muscolari: Piccoli spasmi dei muscoli dell’orecchio medio (il muscolo tensore del timpano o lo stapedio) possono produrre dei click ripetitivi.
  3. Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM): I problemi alla mascella sono strettamente collegati al condotto uditivo e possono generare scricchiolii o fischi.

Identificare le cause dei suoni nelle orecchie è fondamentale per escludere patologie più gravi, come il neurinoma dell’acustico, un tumore benigno che preme sul nervo uditivo.


Il ruolo dello stress e dell’ansia

La salute mentale gioca un ruolo decisivo nella percezione dei suoni fantasma. Lo stress cronico aumenta i livelli di cortisolo, che può alterare la neuroplasticità della corteccia cerebrale. Molte persone notano che il loro fischio nelle orecchie peggiora nei momenti di forte tensione.

L’ansia crea un circolo vizioso: più ci si concentra sul suono, più il cervello lo interpreta come una minaccia, aumentando l’attenzione selettiva verso di esso. Questo processo, noto come “habituation mancata”, impedisce al sistema nervoso di filtrare il rumore inutile, rendendolo onnipresente.


Pareidolia uditiva: trovare un senso nel caos

Hai mai sentito il tuo nome chiamato mentre eri sotto la doccia o mentre passavi l’aspirapolvere? Questo fenomeno si chiama pareidolia uditiva. Il cervello umano è un esperto nel riconoscimento di pattern. Quando siamo esposti a un “rumore bianco” (come l’acqua che scorre o il vento), la nostra mente tenta di sovrapporre una struttura familiare a quel caos sonoro.

Questo non è un segno di follia, ma una prova dell’efficienza della nostra evoluzione. Per i nostri antenati, confondere il fruscio delle foglie con un predatore era una strategia di sopravvivenza migliore rispetto al non sentire nulla.


Trattamenti e soluzioni moderne

Attualmente non esiste una “pillola magica” per eliminare i suoni fantasma, ma le strategie di gestione hanno fatto passi da gigante.

  • Terapia del suono (Sound Therapy): Utilizza generatori di rumore bianco per mascherare l’acufene e addestrare il cervello a ignorarlo.
  • TRT (Tinnitus Retraining Therapy): Una combinazione di consulenza psicologica e stimolazione sonora per favorire l’abituazione.
  • Apparecchi acustici: Per chi ha una perdita uditiva, amplificare i suoni esterni reali spesso fa svanire quelli interni.

Secondo i dati riportati dall’American Tinnitus Association (ATA), l’approccio multidisciplinare riduce significativamente il disagio nell’80% dei pazienti.


Considerazioni sulla prevenzione

Proteggere le orecchie è il modo migliore per evitare la comparsa di questi disturbi. L’esposizione prolungata a livelli superiori a 85 decibel può causare danni irreversibili. L’uso di tappi durante i concerti o la limitazione del volume nelle cuffie sono abitudini semplici che preservano la salute del nervo acustico a lungo termine.

Vivere con suoni che nessun altro sente può essere isolante, ma la ricerca sta aprendo nuove strade verso la stimolazione magnetica transcranica e altre tecniche di neuromodulazione che promettono di “resettare” i circuiti cerebrali iperattivi.


Domande Frequenti (FAQ)

Quando dovrei preoccuparmi se sento dei rumori strani?

È opportuno consultare un medico se il suono compare improvvisamente, se è percepito in un solo orecchio o se è pulsante in sincronia con il battito cardiaco. Questi segnali potrebbero indicare problemi vascolari o neurologici che richiedono accertamenti urgenti come una risonanza magnetica o un esame audiometrico approfondito.

Lo stress può davvero causare rumori nelle orecchie?

Lo stress non è sempre la causa primaria, ma agisce come un potente amplificatore. Alti livelli di tensione rendono il sistema nervoso ipersensibile. In queste condizioni, il cervello perde la capacità di filtrare i segnali elettrici di sottofondo, trasformando un leggero ronzio fisiologico in un disturbo percepito come insopportabile e costante.

Esistono legami tra dieta e acufene?

Alcuni studi suggeriscono che un eccesso di caffeina, sodio o alcol possa peggiorare la percezione dei suoni fantasma in soggetti predisposti. Il sodio aumenta la pressione sanguigna, influenzando il flusso nei vasi dell’orecchio interno. Mantenere un’idratazione corretta e una dieta equilibrata aiuta a stabilizzare la pressione endolinfatica, riducendo l’intensità dei sintomi.

Come posso smettere di sentire voci o musica che non esistono?

Se i suoni sono musicali o simili a voci (senza delirio), potrebbe trattarsi di Sindrome dell’Orecchio Musicale legata a ipoacusia. Spesso l’uso di apparecchi acustici risolve il problema riportando stimoli reali al cervello. Se invece i suoni sono associati a confusione mentale, è necessario un consulto psichiatrico per escludere altre patologie.

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