Gestire il denaro a vent’anni, nel 2026, non somiglia affatto a come lo facevano i nostri genitori. Se un tempo il libretto di risparmio e il “posto fisso” erano i pilastri della stabilità, oggi lo scenario è dominato da app di banking istantaneo, micro-investimenti e una consapevolezza etica che pesa quanto il rendimento. I giovani under 30 si muovono in un equilibrio precario tra carriere frammentate e il desiderio di raggiungere l’indipendenza finanziaria prima possibile.
Secondo il 6° Rapporto Assogestioni-Censis, presentato nel 2025, il 71,7% dei giovani italiani considera fondamentale accantonare denaro per progetti a lungo termine, sfatando il mito di una generazione focalizzata solo sul consumo immediato. Tuttavia, il modo in cui lo fanno è profondamente cambiato: la finanza è diventata digitale, frammentata e democratizzata.

Il passaggio dal risparmio passivo alla pianificazione attiva
Per chi ha meno di 30 anni, il concetto di “mettere i soldi sotto il mattone” è preistoria. Le nuove abitudini finanziarie dei giovani si fondano sull’utilizzo di strumenti che permettono di automatizzare la gestione del budget. Non è raro trovare nelle home degli smartphone applicazioni che arrotondano ogni spesa all’euro superiore, destinando i centesimi di resto a un fondo di emergenza o a un portafoglio di ETF.
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Questo approccio, spesso definito “set and forget”, risponde a un’esigenza pratica: la mancanza di tempo e la necessità di semplificare processi complessi. Le banche tradizionali stanno perdendo terreno a favore delle fintech: i dati del Comitato Edufin evidenziano come oltre il 77% dei giovani utilizzi app come Satispay o PayPal per le transazioni quotidiane, integrando la gestione del denaro nella vita sociale.
Il fenomeno del Loud Budgeting
Una tendenza interessante emersa con forza tra il 2025 e l’inizio del 2026 è il cosiddetto Loud Budgeting. A differenza del passato, dove parlare di soldi era un tabù, i giovani oggi dichiarano apertamente i propri limiti di spesa. Dire “non posso venire a cena perché sto risparmiando per un obiettivo” non è più motivo di imbarazzo, ma un segno di controllo e maturità. Questo cambiamento culturale sta influenzando anche i consumi: si preferisce la qualità alla quantità, alimentando la “dupe culture” (l’acquisto di alternative economiche ma valide a prodotti di lusso) e l’underconsumption-core, ovvero l’orgoglio di possedere poco ma di valore.
Investire con pochi euro: la democratizzazione dei mercati
Uno dei cambiamenti più radicali riguarda l’accesso ai mercati finanziari. Se vent’anni fa investire richiedeva capitali importanti e un consulente in filiale, oggi basta un click.
- Piani di Accumulo del Capitale (PAC): Sono lo strumento preferito per chi inizia a lavorare. Consentono di investire cifre modeste, anche solo 50 euro al mese, mediando il rischio delle oscillazioni di mercato.
- Asset class alternative: All’interno del portafoglio di un under 30 è probabile trovare una combinazione di azioni globali e criptovalute. Un sondaggio di BG Saxo indica che circa il 30,7% dei giovani investitori detiene asset digitali, non solo per speculazione, ma come forma di diversificazione tecnologica.
- Investimenti ESG: La sostenibilità non è più un’opzione. Il Forum per la Finanza Sostenibile ha rilevato che il 28% dei giovani ha già sottoscritto prodotti SRI (Sustainable and Responsible Investment), legando il proprio capitale a progetti con impatto sociale o ambientale positivo.

Come afferma Gian Paolo Bazzani, CEO di BG SAXO: “Le piattaforme online hanno democratizzato l’accesso agli strumenti finanziari, permettendo anche a chi ha piccoli capitali di prendere in mano il proprio futuro”. Questa alfabetizzazione finanziaria per giovani adulti è supportata da una dieta mediatica fatta di podcast, newsletter e creator specializzati, che hanno sostituito i vecchi manuali tecnici.
Le sfide: inflazione, affitti e “Treat Math”
Nonostante la maggiore competenza tecnica, le barriere strutturali restano alte. Il costo della vita nelle grandi città italiane assorbe una fetta enorme del reddito disponibile. Per molti under 30, gestire i risparmi personali con stipendi bassi è un esercizio di equilibrismo. L’Istat riporta che, sebbene l’occupazione giovanile sia in lieve crescita, la qualità dei contratti spesso non permette una pianificazione familiare serena.
In questo contesto nasce la “Treat Math” (la matematica del premio): una forma di auto-giustificazione psicologica dove ci si concede un piccolo lusso (un caffè costoso o un gadget) per compensare l’impossibilità di raggiungere obiettivi più grandi, come l’acquisto di una casa. È una risposta emotiva all’incertezza economica, che però rischia di minare la capacità di accumulo nel lungo periodo.
Il ruolo dei Side Hustles
Per integrare le entrate, molti giovani ricorrono ai Side Hustles, ovvero secondi lavori o attività freelance svolte online. Che si tratti di vendere abiti vintage su piattaforme di second-hand o di offrire consulenze digitali, l’obiettivo è creare flussi di reddito multipli. Questo non serve solo a “far quadrare i conti”, ma viene percepito come una forma di assicurazione contro la volatilità del mercato del lavoro tradizionale.
Strategie per un futuro finanziario solido
Per chi vuole navigare con successo in queste acque agitate, la parola d’ordine è diversificazione. Non si tratta solo di diversificare i titoli in portafoglio, ma anche le fonti di informazione. Affidarsi esclusivamente ai “finfluencer” può essere rischioso; integrare queste pillole con consulenze professionali o risorse istituzionali (come il portale “Quello che conta” della Banca d’Italia) è il passo decisivo per trasformare il risparmio in ricchezza.
Inoltre, la previdenza complementare per under 30 sta diventando una priorità consapevole. Sapendo che il sistema pensionistico pubblico sarà meno generoso in futuro, i giovani stanno iniziando ad aprire fondi pensione già nei primi anni di carriera, sfruttando il fattore tempo e la capitalizzazione composta.
Domande Frequenti (FAQ)
Quali sono i migliori strumenti di investimento per chi ha meno di 30 anni? Gli strumenti più indicati sono i Piani di Accumulo (PAC) in ETF, che permettono di diversificare il rischio e investire piccole somme mensili. Anche i conti deposito restano validi per la liquidità di emergenza, mentre per chi cerca un impatto etico, i fondi ESG rappresentano un’ottima soluzione per allineare valori e rendimenti.
Come posso iniziare a risparmiare se ho uno stipendio d’ingresso? La tecnica più efficace è l’automazione: impostare un bonifico automatico verso un conto separato il giorno dello stipendio. Utilizzare la regola del 50/30/20 (50% necessità, 30% svago, 20% risparmio) aiuta a mantenere la disciplina senza rinunciare totalmente allo stile di vita desiderato, adattando le percentuali alle proprie entrate reali.
È rischioso investire in criptovalute per un giovane risparmiatore? Le criptovalute sono asset ad alta volatilità e dovrebbero rappresentare solo una piccola percentuale del portafoglio (solitamente tra il 1% e il 5%). Sebbene siano popolari tra gli under 30 per la facilità di accesso, è fondamentale non investirvi denaro necessario per le spese correnti o per il fondo di emergenza.
Perché i giovani oggi preferiscono le banche digitali a quelle tradizionali? Le banche digitali offrono commissioni ridotte, interfacce intuitive e servizi immediati come il cashback o la divisione automatica delle spese tra amici. Per una generazione abituata all’immediatezza dello smartphone, l’assenza di burocrazia fisica e la possibilità di gestire tutto in autonomia sono fattori decisivi nella scelta del partner finanziario.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




