Pet therapy, paziente in coma reagisce accarezzando un cane
Pet therapy paziente in coma reagisce accarezzando un cane

Secondo la definizione più comune, il termine pet therapy va a indicare l’interazione uomo – animale in ambito medico: si tratta infatti di una terapia dolce che vede cani, gatti e altri animali protagonisti assoluti nel supporto al paziente.

Con la pet therapy si vanno quindi a integrare le tradizionali cure, impiegandola sui pazienti con l’obiettivo di migliorarne la loro risposta verso le terapie mediche.

Grazie alla pet therapy gli animali finalmente smettono di essere merce di consumo e sono impiegati a livello terapeutico con portatori di handicap, cardiopatici, ansiosi e depressi, con anziani e bambini affetti da disturbi anche gravi della personalità, in ospedali, carceri, centri psichiatrici e centri di recupero per tossicodipendenza.

In linea generale questa disciplina è in grado di infrangere il silenzio e di promuovere il pensiero positivo: basandosi, infatti, su un linguaggio basic e ripetitivo esercita nel parlante un effetto calmante e rassicurante.

L’uso terapeutico degli animali da compagnia, in particolare, può essere molto utili per i soggetti colpiti da depressione: gli animali, infatti, producono una serie di stimolazioni utili a spezzare i circoli viziosi tipici del depresso, offrendogli spunti per uscire dall’isolamento e per migliorare gradualmente il tono dell’umore.

Nelle persone affette da autismo e che sono state coinvolte in un programma terapeutico basato sulla interazione con un pet, è stato riscontrato poi un significativo miglioramento dell’attenzione e una maggiore padronanza nel controllare il proprio corpo.

Anche il mondo scientifico ha quindi rilevato risultati che conferiscono alla Pet Therapy un ruolo molto importante, ma se tutti gli studi che finora hanno supportato la validità di questa tipologia di approccio terapeutico non bastassero, arriva una testimonianza commovente proprio qui dall’Italia, e precisamente da Lucca.

L’incredibile evento si è verificato presso il centro San Cataldo di Santa Maria a Colle, nella provincia di Lucca, dove una donna in quasi coma vegetativo da 8 mesi ha reagito positivamente alla pet-therapy.

Più nello specifico, nonostante le condizioni in cui versava, ha allungato la mano per accarezzare il cane, un labrador di nome Sun appositamente addestrato, che era stato portato accanto al letto, rispondendo quindi agli stimoli della pet-therapy e restituendo la speranza ai familiari.

La donna si trova in uno stato di minima coscienza, condizione questa molto vicina a quello che viene chiamato coma vegetativo. E proprio su tale condizione si è espresso il dottor Andrea Bertolucci il quale ha spiegato che in uno stato di minima coscienza “il paziente è in grado di mostrare una piccola reattività a qualche stimolo elettivo”.

Per Bertolucci, segnali come questo «sono piccoli progressi che si vedono nel lungo percorso riabilitativo di pazienti di questo genere. Sono aspetti molto positivi ma non gridiamo al miracolo».

Anche in virtù di questa risposta che la paziente ha mostrato, ha spiegato ancora il medico, la donna sarà prossimamente trasferita nel centro per gravi lesioni celebrali dell’ospedale della Versilia, a Viareggio, per proseguire il percorso di recupero.

La giornata in cui è avvenuto questo ”evento” era proprio quella dedicata alla Pet Therapy che è stata organizzata grazie alla collaborazione tra l’organizzazione “La salute” che gestisce la struttura dove la donna è degente e la Scuola Delfino di Rifugio Valdiflora.

Ovviamente questo tipo di terapia ha richiesto degli sforzi notevoli per garantire le condizioni igienico-sanitarie sia per il paziente che per l’animale.  In più, alle sedute periodiche di pet therapy partecipano solo cani giudicati idonei in base a precisi requisiti comportamentali e sanitari.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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