Playback in uno Stato è assolutamente vietato

In Italia i divieti “strani” ed “insoliti” non mancano certo: pensiamo, uno tra tanti, a quello che proibisce il dar da mangiare ai piccioni in piazza o a quello che vieta di camminare per strada con gli zoccoli di legno.

Ma all’estero sono persino più fantasiosi di noi, soprattutto perché spesso è difficile comprendere la motivazione più profonda che possa spingere a vietare un determinato oggetto o comportamento.

Non ci credete?

Pensiamo al Turkmenistan: nel 2005 l’allora presidente Saparmurat Niyazov ha vietato il cantato in play back, al fine di preservare la “vera cultura”.

Per il presidente era insopportabile assistere a concerti “farsa”, dove gli artisti, per preservare le loro corde vocali, spesso si esibivano in playback.

Cantare in playback è quindi stato vietato in tutti gli eventi culturali, ai concerti, in televisione e, per sicurezza, il divieto è stato esteso anche ai matrimoni.

Per di più lo stesso presidente già nel 2001 aveva vietato i balletti e le opere che non rispecchiassero la mentalità nazionale, mentre nel 2004 aveva intimato i giovani a non seguire la moda di mettersi denti d’oro e si era spinto fino ad esortare le forze dell’ordine a perseguire gli uomini dalla lunga capigliatura.

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