Dall’odore di incenso nelle aule alle scarpe lasciate a casa per attirare la fortuna. Se pensate che studiare sia l’unico modo per superare un esame, non avete ancora visto cosa succede nei corridoi dei licei internazionali.
Esistono tradizioni così radicate che gli studenti preferirebbero presentarsi impreparati piuttosto che saltare il loro rito propiziatorio. Preparatevi a scoprire come la scaramanzia possa diventare una materia d’esame a tutti gli effetti.

Dai kit Kat giapponesi al fango coreano
In Giappone, il destino di uno studente può dipendere da uno snack al cioccolato. Il nome del celebre Kit Kat suona molto simile all’espressione “Kitto Katsu”, che letteralmente significa “vincerai sicuramente”. Per questo motivo, nei periodi di test, le vendite di questo dolce esplodono e le confezioni diventano veri e propri amuleti da tenere sul banco.
In Corea del Sud, invece, la colla fa la differenza tra il successo e il fallimento. Gli studenti mangiano lo yeot, un dolce tradizionale estremamente appiccicoso, convinti che la sua viscosità aiuti le nozioni a “rimanere incollate” al cervello. Al contrario, guai a mangiare zuppa di alghe: essendo scivolosa, potrebbe far scivolare via tutte le risposte corrette.
Il potere dei calzini e dei monumenti
In molte università americane ed europee, il rito passa attraverso il contatto fisico con la storia. A Harvard, ad esempio, sfregare il piede della statua di John Harvard è un passaggio obbligato, nonostante le leggende metropolitane su quanto quel gesto sia poco igienico. La pressione del test trasforma un pezzo di bronzo in una divinità capace di dispensare voti alti.
C’è poi chi punta tutto sull’abbigliamento, ma in modo decisamente poco ortodosso. In diversi college britannici esiste la regola non scritta dei “calzini della fortuna”: un paio mai lavato durante tutta la sessione d’esame per non “disperdere” il sapere accumulato. È una sfida alla chimica e all’olfatto, ma la tradizione sembra resistere al tempo e ai detersivi.
Perché abbiamo bisogno di questi riti
A cosa serve davvero toccare un ferro di cavallo o mangiare cioccolato prima di un’interrogazione? La scienza suggerisce che questi gesti non cambiano il contenuto del compito, ma trasformano radicalmente lo stato mentale dello studente. Funzionano come un interruttore per l’ansia, offrendo una sensazione di controllo su una situazione incerta e stressante.
Questi rituali creano anche un senso di comunità incredibile. Sapere che migliaia di altri ragazzi stanno compiendo lo stesso gesto assurdo riduce il peso della solitudine dello studio. Alla fine, che si tratti di un amuleto o di una preghiera laica al monumento del campus, il rito trasforma la paura in una sfida collettiva, rendendo il percorso scolastico un po’ meno spaventoso e decisamente più colorato.
Scarica la nostra app e ricevi notizie, curiosità, misteri, scoperte e tecnologia direttamente sul tuo smartphone.
Scarica per AndroidCuriosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!






