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Il DNA del Mammut Lanoso: tornerà in vita nel 2028?

Angela Gemito Ott 31, 2025

Nel profondo del permafrost siberiano, i ghiacci millenari hanno conservato qualcosa di incredibile: esemplari quasi intatti di mammut lanosi, estinti da oltre 4.000 anni. E oggi, nel 2025, la de-estinzione non è più solo fantascienza, ma un progetto in fase avanzata.

Una startup biotech americana, in collaborazione con genetisti dell’Università di Harvard, sta lavorando per riportare in vita il mammut lanoso entro il 2028, grazie all’ingegneria genetica e all’editing del DNA tramite CRISPR.

Illustrazione realistica di un mammut lanoso in un paesaggio innevato

Come funziona la de-estinzione?

Il processo non è esattamente come nei film. Nessuno sta “resuscitando” un mammut dal nulla. Ma la scienza sta facendo qualcosa di ugualmente stupefacente: ricostruire il genoma del mammut utilizzando il DNA estratto dai resti congelati e inserirlo in cellule di elefante asiatico, il suo parente vivente più vicino.

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L’obiettivo? Creare un ibrido elefante-mammut, che assomigli biologicamente e comportamentalmente all’animale estinto, in grado di vivere nei freddi habitat artici.


Ma perché riportare in vita un mammut?

Non è solo per curiosità scientifica. Il progetto ha un obiettivo ambientale concreto: contrastare i cambiamenti climatici.

Gli scienziati credono che le mandrie di mammut potrebbero contribuire a ripristinare la tundra siberiana in “prateria artica”, un ecosistema in grado di mantenere il permafrost intatto e ridurre le emissioni di gas serra.

Insomma: resuscitare il passato per salvare il futuro.


Le sfide etiche e scientifiche

Naturalmente, il progetto solleva enormi questioni etiche:

  • È giusto creare una specie estinta?
  • Come si garantirà il benessere dell’animale?
  • Il mondo è pronto per la “zoo-archeologia genetica”?

Nel 2025, il dibattito è più acceso che mai. Ma nel frattempo, gli embrioni stanno per essere impiantati. E se tutto va secondo i piani, il primo cucciolo di mammut moderno potrebbe nascere tra meno di 3 anni.


E se potessimo riportare in vita altre specie?

Il caso del mammut ha aperto la porta alla possibilità di de-estinguere il dodo, il tilacino, o persino il moa neozelandese. Ma c’è chi avverte: ogni “resurrezione” richiede un habitat, un ecosistema e un piano per la convivenza. Non basta un DNA.


Una nuova era per la scienza… o per la fantascienza?

Il progetto dei mammut rappresenta una delle frontiere più affascinanti e controverse della genetica moderna. E nel mondo del 2025, dove le biotecnologie si evolvono a velocità vertiginosa, la domanda più urgente non è se possiamo farlo…
ma se dovremmo.

foto profilo

Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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Tags: mammut mistero

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