Sclerosi multipla, i passi in avanti sono sempre più significativi
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Nel mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone con SM, di cui 600.000 in Europa e circa 114.000 in Italia. La distribuzione della malattia non è uniforme: è più diffusa nelle zone lontane dall’Equatore a clima temperato, in particolare Nord Europa, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud. La prevalenza della malattia al contrario sembra avere una progressiva riduzione con l’avvicinarsi all’Equatore.

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, cioè con lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Per molti anni è stata considerata una malattia della sostanza bianca del sistema nervoso centrale, tuttavia un numero crescente di studi ha dimostrato anche un coinvolgimento della sostanza grigia.

La causa o meglio le cause sono ancora in parte sconosciute, tuttavia le evidenze scientifiche indicano che la malattia origina da una combinazione di fattori ambientali e fattori genetici, pertanto la SM appartiene al gruppo delle malattie multifattoriali, patologie complesse la cui natura è legata a questa doppia componente.

Numerose evidenze sia cliniche che sperimentali indicano che alla base della SM vi è una reazione del sistema immunitario che scatena un attacco contro la mielina. Tale attacco consiste in un processo infiammatorio che colpisce aree circoscritte del sistema nervoso centrale e provoca la distruzione della mielina e delle cellule specializzate, gli oligodendrociti, che la producono.

Ed è proprio su questa infiammazione e sulla sua riduzione che si basa un recente studio: grazie a questa ricerca, infatti, è stato possibile identificare un meccanismo molecolare che permette di migliorare l’azione delle terapie con cellule staminali neurali. La scoperta è stata resa possibile grazie a un team di scienziati della Wellcome trust, Medical research council stem cell institute dell’università di Cambridge, coordinati da Stefano Pluchino.

Sclerosi multipla, i passi in avanti sono sempre più significativi

Sclerosi multipla passi in avanti significativi

Nelle patologie che implicano infiammazione cronica avviene un’alterazione di diverse risposte immunitarie: si può, ad esempio, avere uno stato di attivazione protratta e persistente di cellule immunitarie che normalmente svolgono funzione di spazzini tissutali. Queste alterazioni, che sono pro-infiammatorie, nelle forme progressive di sclerosi multipla vengono svolte nel sistema nervoso centrale dai macrofagi provenienti dalla circolazione periferica e dalla microglia. Durante l’infiammazione, i macrofagi e la microglia producono e riutilizzano un prodotto del loro metabolismo cellulare, il succinato, che è in grado di mantenerli in uno stato di attivazione persistente. Una produzione eccessiva di succinato può contribuire notevolmente al fenomeno di neuroinfiammazione cronica ed è nociva per il sistema nervoso centrale.

La ricerca ha consentito quindi di sviluppare un approccio inter-disciplinare che ha permesso di caratterizzare i meccanismi di neuroinfiammazione cronica tipica delle forme progressive di sclerosi multipla; inoltre ha analizzato le basi metaboliche dell’attivazione protratta e persistente dei macrofagi e della microglia, sia in vitro sia in vivo su modelli animali.

Fondamentale, come in tutte le patologie, è però anche la diagnosi precoce, e d’ora in avanti questa sarà più facile anche grazie a un nuovo metodo diagnostico per riconoscere la sclerosi multipla e non scambiarla con malattie che le somigliano.

È il risultato di uno studio internazionale coordinato dall’Università degli Studi di Firenze, che è stato descritto in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Neurology. Lo studio, condotto dal professor Luca Massacesi, ordinario di neurologia dell’Ateneo fiorentino e direttore del dipartimento di neurologia 2 di Careggi, dimostra la possibilità di fare una diagnosi più accurata della sclerosi multipla, con una nuova metodologia di analisi delle immagini di risonanza magnetica, in modo da distinguerla con precisione da patologie che la «mimano» come le malattie infiammatorie delle piccole arterie cerebrali.

La precisione della diagnosi, sugli 83 pazienti oggetto della ricerca, è stata del 100 per cento, senza alcun errore di identificazione tra la sclerosi multipla e le vasculopatie infiammatorie.

Ricordiamo infine che proprio quest’anno l’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) compie 50 anni. «Cinquant’anni di impegno ogni giorno per far sì che le 114mila persone colpite in Italia da questa malattia, insieme alle loro famiglie, abbiano il diritto a una buona qualità di vita e alla piena integrazione sociale», ha spiegato il presidente della sezione bresciana Damiano Falchetti, presentando la nuova edizione di Gardensia.

Nel week end del 3 e 4 marzo e l’8 marzo in occasione della festa della donna, nelle piazze italiane sarà possibile acquistare la Gardensia, una gardenia insieme ad un’ortensia, fiori “al femminile” che ricordano anche come la sclerosi multipla colpisca le donne in misura doppia rispetto agli uomini. Inoltre, fino all’11 marzo è possibile inviare un sms solidale al 45567, donando due euro per sostenere la ricerca.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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