Siamo pronti ad introdurre la nuova digital tax
Siamo pronti ad introdurre la digital tax

Con netto ritardo, l’Europa si è accorta di star perdendo una miriade di introiti dai grandi colossi tecnologici, che proprio in Europa possono contare su un bacino di utenza ampissimo, pagando però pochissime tasse, quando non addirittura alcuna.

Negli ultimi mesi si è lavorato alacremente per porre rimedio a questa “mancanza”, che potenzialmente potrebbe rimpinguare per bene le tasse statali, e stavolta neppure l’Italia si è fatta trovare impreparata: a partire dal prossimo anno verrà infatti introdotta una nuova tassa.

“In Italia la digital tax entrerà in vigore dal primo gennaio, è uno dei componenti della Manovra”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al termine dell’Ecofin.

Si tratta, come si è avuto modo di illustrare abbondantemente negli ultimi mesi, di una tassa con una aliquota unica al 3% sui ricavi delle imprese con oltre 750 milioni di fatturato di cui almeno 5,5 derivanti da prodotti online. Colpisce quindi non solo i colossi come Amazon e Google, ma anche le vendite online, la pubblicità, la trasmissione dati e le piattaforme digitali.

La digital tax “c’era ma non era ancora operativa. Vogliamo che sia collocata all’interno di una misura definita sul piano internazionale”, ha poi aggiunto il ministro.

Ricordiamo che il decreto del Mef concertato con il Mise sarebbe dovuto arrivare entro il 30 aprile ma è poi slittato sia per ragioni tecniche sia per i dissidi registrati nel quadro europeo.

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